Argentina: vince Macri

Pubblicato il 24 ottobre 2017 alle 15:07 in America Latina Argentina

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Il Presidente argentino vince le elezioni di metà mandato nonostante i risultati economici al di sotto delle aspettative e diventa il primo non-peronista a godere della maggioranza alle camere sin dalla vittoria di Raúl Alfonsín nel 1985. Sconfitta l’ex presidente Cristina Kirchner.

Mauricio Macri ha vinto le elezioni legislative argentine di metà mandato. Per il presidente si tratta di un importante trionfo, poiché Cambiemos, l’alleanza di centro destra che unisce liberali, conservatori e radicali guidata da Macri ha vinto in 15 delle 23 provincie in cui è divisa l’Argentina, inclusi molti bastioni del peronismo.

Gli argentini erano chiamati a rinnovare un terzo della Camera e un terzo del Senato e, nonostante i risultati economici molto al di sotto delle aspettative e l’inflazione a due cifre, seconda nel continente solo a quella del Venezuela, hanno confermato la fiducia a Mauricio Macri.

Non ha influito nemmeno il ritrovamento del cadavere di Santiago Maldonado, l’attivista per i diritti delle comunità Mapuche della Patagonia, scomparso da mesi e la cui morte è attribuita da varie organizzazioni alle forze di polizia.

I candidati del presidente si sono imposti a Buenos Aires, città e provincia, dove l’ex presidente Cristina Kirchner – che tentava un rientro in grande stile – è stata battuta dall’ex ministro Esteban Bullrich, e siederà in senato solo grazie al ripescaggio previsto dalla legge elettorale.

Cristina Kirchner ha sottolineato che il suo partito è la prima forza d’opposizione e “farà opposizione con più convinzione di quanta ne metta il governo nel governare”, ma negli ambienti del peronismo, in minoranza alla camera dopo oltre trent’anni, la leadership dell’ex presidente è sempre più contestata.

Mauricio Macri al contrario può finalmente avviare le riforme strutturali promesse nel 2015, quando fu eletto alla guida del paese, e finora bloccate per l’opposizione delle due camere. Dopo il voto, il presidente può contare su 107 dei 257 deputati e su 24 dei 72 senatori (conquistando 21 deputati e 9 senatori rispetto al parlamento uscente). Grazie al voto degli indipendenti e degli alleati (30 deputati e 19 senatori) Macri potrà governare con le mani libere e puntare alla rielezione nel 2019.

L’ultimo leader non peronista a conquistare un successo simile fu Raúl Alfonsín, fautore del ritorno del paese alla democrazia dopo la dittatura del 1976-83, in occasione delle elezioni di medio termine del 1985.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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