Albania: il traffico internazionale di stupefacenti imbarazza il governo

Pubblicato il 24 ottobre 2017 alle 17:11 in Balcani

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Lo scorso 16 ottobre, la Guardia di Finanza italiana ha condotto un’operazione che ha portato allo smantellamento dell’organizzazione criminale albanese guidata da Moisi Habilaj, boss del clan e cugino dell’ex ministro dell’Interno albanese, Sajmir Tahiri . Il clan si occupava del traffico di armi e stupefacenti tra Albania e Italia.  Le Fiamme Gialle, con l’operazione “la Rosa dei Venti”, hanno arrestato complessivamente tre cittadini albanesi e quattro italiani.

L’ex ministro Tahiri è stato accusato di essere coinvolto nelle operazioni del cugino Habilaj. A causa di tali accuse, in Albania è scoppiato il “caso Tahiri”, che coinvolge numerosi ministri ed esponenti politici. Le denunce di coinvolgimento nel traffico internazionale di droga e armi stanno creando imbarazzo al governo guidato dal socialista Edi Rama.

Tahiri ha prontamente smentito ogni insinuazione sul suo conto. Dopo aver fornito alla stampa un documento della Procura di Catania, in cui dimostra di non essere coinvolto nelle indagini, l’ex ministro dell’Interno ha dichiarato: “La Procura di Catania non ha mai inserito il mio nome in nessuno dei documenti delle indagini. In virtù di ciò, come è possibile per la Procura per reati gravi richiedere il mio arresto 48 ore dopo la pubblicazione di tali documenti?”.

L’arresto dell’ex ministro Tahiri era stato richiesto dalla Procura per Reati Gravi dell’Albania. La Corte ha sollecitato la rimozione dell’immunità parlamentare dell’ex ministro, al fine di poter proseguire con l’arresto. Il Presidente della Procura, Hajdarmataj, ha dichiarato al Parlamento: “Saimir Tahiri è coinvolto in attività criminali. Siamo qui per richiedere la rimozione della sua immunità parlamentare, così da poter intervenire immediatamente, qualora la Corte lo dovesse decidere”. Hajdarmataj prosegue affermando: “Abbiamo condotto delle indagini. Ci sono conversazioni compromettenti [di Tahiri] con i trafficanti”. Le accuse riguardano anche l’uso da parte di Tahiri del veicolo che aveva venduto a uno dei trafficanti. Secondo la Procura, l’ex ministro, dopo un viaggio in Grecia, avrebbe poi riportato il veicolo in Albania, nonostante non fosse più di sua proprietà. Hajarmataj aggiunge: “Abbiamo anche altre prove, ma non possiamo renderle pubbliche, per tutelare la segretezza delle indagini”.

Edi Rama, leader del Partito Socialista di cui Tahiri è rappresentante parlamentare, ha annunciato di non voler accettare la richiesta della Procura sull’arresto dell’ex ministro. A tal proposito, il primo ministro ha dichiarato che il Partito Socialista voterà contro l’arresto dell’ex ministro, affermando: “Voteremo non in difesa di Tahiri ma in difesa della giustizia. Garantiremo il rispetto della nostra Costituzione”.

Visto il coinvolgimento nelle indagini, il premier albanese ha annunciato l’espulsione dell’ex ministro Tahiri dal Partito Socialista, fino alla conclusione delle indagini. In tal modo, Tahiri mantiene la sua carica di membro parlamentare, perdendo l’appartenenza al partito di governo.

Mentre le indagini su Tahiri proseguono, la procura ha aperto nuovi fascicoli su alcuni membri dell’attuale consiglio dei ministri. L’ex premier Sali Berisha, tra i sostenitori dell’approfondimento delle indagini, ha dichiarato che un altro ministro coinvolto: “È Fatmir Xhafaj [attuale ministro dell’Interno]. È per questo che ha visitato urgentemente l’Italia: per sistemare i suoi problemi. Il suo fascicolo riguarda il suo coinvolgimento nel traffico internazionale di stupefacenti condotto dall’organizzazione criminale capeggiata dal fratello, Agron Xhafaj”.

La decisione del primo ministro di votare contro l’arresto di Tahiri ha sollevato accuse di complicità tra il governo albanese e le organizzazioni criminali. Tali accuse, ed il coinvolgimento di alcuni degli attuali ministri, sono fonte di imbarazzo per il governo socialista di Rama.

Il caso Tahiri, e le accuse di corruzione al governo albanese, stanno catturando l’attenzione di vari attori internazionali. Tra questi l’Italia, che conduce una delle due indagini. Tra gli ultimi avvenimenti, l’incontro a porte chiuse di lunedì 23 ottobre tra l’ambasciatore americano in Albania, Donald Lu, e l’ambasciatore italiano, Alberto Cutillo. In occasione dell’incontro, i due ambasciatori hanno discusso degli ultimi sviluppi del caso Tahiri.

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di Redazione

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