Madrid approva il commissariamento, Barcellona in piazza

Pubblicato il 23 ottobre 2017 alle 9:21 in Europa Spagna

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Il governo di Madrid ha approvato le misure per ricondurre alla legalità la Catalogna, migliaia protestano in piazza a Barcellona, il voto definitivo venerdì 27 ottobre al senato.

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato, sabato 21 ottobre, a margine di un consiglio dei ministri straordinario, la decisione di applicare, per la prima volta nella storia della Spagna democratica, l’articolo 155 della Costituzione, che commissaria de facto la Generalitat catalana.

Non era nostro desiderio ma nessun governo può accettare che la legge venga violata – ha dichiarato il primo ministro di Madrid  – la Catalogna ha cercato lo scontro avviando un processo unilaterale e illegale, ci hanno obbligato ad accettare un referendum indipendentista che non potevamo accettare”. Quattro, a detta di Rajoy, gli obiettivi delle misure approvate dal Consiglio dei Ministri: “Tornare alla legalità, recuperare la normalità e la convivenza, continuare con la ripresa economica e convocare nuove elezioni in Catalogna”.

Le misure prevedono la decadenza del presidente catalano Puigdemont e di tutto il suo esecutivo, il commissariamento della polizia regionale, i Mossos d’Esquadra, e l’assunzione del controllo dei canali televisivi e radiofonici della Generalitat, TV3 e Catalunya Ràdio. L’approvazione definitiva del pacchetto, concordato dal governo con l’opposizione socialista e liberale, è prevista per venerdì 27 ottobre, quando saranno votate dal Senato.

“Con queste iniziative – ha spiegato Rajoy – non si sospende l’autonomia né l’autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge”.

Il leader catalano Carles Puidgemont ha replicato accusato Rajoy di aver portato a compimento “il peggior attacco alla Catalogna dai tempi del franchismo, un golpe”, e si è rivolto all’Europa per avere solidarietà: “Se i valori fondanti europei sono stati messi a rischio qui in Catalogna, sappiate che lo saranno anche in Europa: noi siamo europei e siamo convinti che l’Europa pacifica dovrebbe proteggere ognuno di noi, stare al nostro fianco”.

Puigdemont ignora dunque la condanna all’avventura indipendentista espressa dai presidenti della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europeo lo scorso 20 ottobre a Oviedo, dove hanno ricevuto in nome dell’Unione il prestigioso premio Princesa de Asturias. Antonio Tajani, in particolare, aveva duramente attaccato il nazionalismo catalano, ricordando che il rispetto della legge è un obbligo e non un’opzione.

Sabato 21 ottobre, a Barcellona circa 450 mila sono scese in piazza contro l’applicazione dell’articolo 155 e chiedendo la liberazione dei due attivisti indipendentisti Jordi Sánchez e Jordi Cuixart. Alla manifestazione hanno partecipato anche Puidgemont e il suo governo. La manifestazione è proseguita domenica 22.

La Generalitat ha chiesto la convocazione di una sessione plenaria del parlamento catalano per discutere la risposta di Barcellona all’articolo 155, la data della riunione sarà fissata nel corso della giornata di oggi dalla conferenza dei capigruppo prevista per le 10.30.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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