L’infanzia rubata dei bambini dello Yemen

Pubblicato il 22 ottobre 2017 alle 5:54 in Medio Oriente Yemen

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Lo Yemen è uno Stato in crisi. Dopo oltre due anni di guerra, le sue infrastrutture sono state duramente colpite e il suo popolo impoverito dagli scontri e dalle malattie. La situazione è resa ancora più grave dall’epidemia di colera che si è diffusa nel Paese. Ad agosto 2017, le vittime del colera erano circa 2000, la metà delle quali bambini.

In questo scenario devastante si nasconde un ulteriore fenomeno che sta trascinando lo Yemen nel baratro di una catastrofe umanitaria. Sempre più spesso, le famiglie yemenite ricorrono alla vendita dei propri figli. Le femmine diventano spose bambine, mentre i maschi diventano bambini soldato. Questo fenomeno si sta diffondendo a causa delle condizioni economiche disperate in cui si trovano a vivere le famiglie yemenite.

Il rappresentante dell’UNICEF in Yemen, Meritxell Relano ha dichiarato: “È impossibile dire quanti bambini vengono allontanati da scuola per essere dati in matrimonio o mandati a combattere, ma sappiamo che sempre più genitori lo fanno” e ha aggiunto: “La mancanza di mezzi di sussistenza e la disoccupazione li obbligano a farlo”.

La coalizione araba, a guida saudita, sta bombardando lo Yemen da più di due anni, nella speranza di allontanare gli Houthi, sostenuti dall’Iran, che hanno preso il potere su una parte del territorio. La coalizione saudita è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Mansur Hadi, deposto dagli Houthi con un colpo di stato, il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale come legittimo presidente.

Finora, la coalizione non ha sconfitto gli Houthi, ma la guerra ha drammaticamente colpito la popolazione civile, in particolare i bambini. Secondo i dati delle Nazioni Unite, in Yemen, un bambino su due soffre di crescita stentata a causa della mancanza di cibo. La malnutrizione li ha resi più vulnerabili nei confronti delle malattie, a tal punto che, su un totale di più di 700 000 malati di colera, la metà è costituita da bambini.

Il quotidiano New York Times racconta le storie di alcuni bambini che sono stati “venduti” dai propri familiari per poter sopravvivere. Tra questi, vi è la storia di Mohsina, un’adolescente di 14 anni che ha dovuto sposare un lontano cugino, 35enne, senza averlo mai visto prima, in cambio di una dote di 1300 dollari. Tale cifra consente a una famiglia yemenita di vivere per un anno. Lo scorso inverno, Mohsina è stata costretta a sposare un uomo che non conosceva, Fawzy Mohamed, dopo che la fattoria in cui lavorava il padre, a Sanaa, era stata distrutta in un raid aereo della coalizione araba. Incapace di trovare un nuovo lavoro, il padre, l’unico ad avere un reddito in famiglia, ha accettato l’offerta di Mohamed, ricevendo 1300 dollari di dote in cambio delle nozze con la figlia. Quando la ragazza è finalmente riuscita a scappare dalla casa del marito, la sua famiglia non ha potuto accoglierla perché questo avrebbe implicato il divorzio e, di conseguenza, la restituzione della dote al marito.

I bambini maschi, invece, vengono mandati a combattere anche se non hanno ancora compiuto 18 anni che è l’età minima per arruolarsi, secondo quanto stabilito dal diritto internazionale. Nel loro caso, la famiglia d’origine riceve circa 55 dollari ogni tre mesi, una cifra sufficiente per mantenere un nucleo di cinque persone per due settimane. Già prima della guerra, le Nazioni Unite avevano documentato il caso di 900 bambini soldato in Yemen. Adesso, la cifra è salita a 1800. Molti di questi bambini combattono nelle fila degli Houthi, nonostante questi non abbiano mai ammesso la presenza di bambini nei propri ranghi.

Sabato 21 ottobre 2017, il ministro della Gioventù degli Houthi, Hassan Zaid, ha invitato le scuole a sospendere le lezioni nei territori sottoposti al controllo del gruppo. L’obiettivo sarebbe quello di far combattere i bambini contro le truppe del governo yemenita. Nella prospettiva di Zaid, la coalizione araba potrebbe porre fine alla guerra se i bambini e i propri insegnanti iniziassero a rinforzare le fila degli Houthi.

Secondo i dati dell’UNICEF, circa 500 scuole sono state distrutte durante il conflitto, dal momento che sono state utilizzate come rifugi da parte delle fazioni armate per difendersi dai raid aerei.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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