Catalogna: commissariamento breve e limitato, voto a gennaio

Pubblicato il 21 ottobre 2017 alle 5:54 in Europa Spagna

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Il premier Rajoy e il leader socialista Sánchez si sono accordato per un’applicazione breve e limitata dell’articolo 155 della Costituzione, in modo da ripristinare la legalità e convocare elezioni regionali in Catalogna già a gennaio 2018.

Mariano Rajoy ha concordato con il segretario del Partito Socialista Pedro Sánchez le misure che nel corso della giornata di sabato 21 ottobre il Consiglio dei Ministri spagnolo dovrebbe approvare, avviando così le procedure per l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione e il commissariamento dell’autonomia catalana.

Il Senato dovrebbe poi approvare queste misure e renderle effettive il prossimo 27 ottobre. Fino a quella data il presidente catalano Carles Puigdemont potrebbe evitare il commissariamento convocando egli stesso elezioni regionali anticipate.

Secondo quanto trapelato il governo si limiterebbe a sostituire il Presidente della Generalitat e i responsabili di Interni ed Economia della regione. A guidare la Generalitat dovrebbe essere – secondo quanto richiesto dal Partito Socialista, ma non confermato dall’esecutivo – un ministro del governo Rajoy. I tre membri di questo esecutivo ridotto dovrebbero ripristinare la legalità e convocare nuove elezioni in tre mesi. I socialisti parlano di voto il 14 o il 21 gennaio 2018, meno rigida – a riguardo – la posizione del governo, che contempla un lasso di tempo anche di sei mesi a partire dal 27 ottobre prossimo.

Le misure che presenterà nella mattinata di oggi il Consiglio dei Ministri passeranno allo studio di una commissione apposita composta dalla Commissione Comunità Autonome e dalla Commissione costituzionale del Senato spagnolo.

“L’unico obiettivo di queste misure sarà quello di recuperare la convivenza pacifica e l’autogoverno della Catalogna disprezzato dall’esecutivo regionale, in modo da poter convocare elezioni quanto prima” – confermano fonti tanto dell’esecutivo come del partito socialista.

Di tutt’altra opinione le due principali formazioni indipendentiste catalane. Il Partito Democratico Catalano (PDeCAT) e Sinistra Repubblicana di Catalogna hanno reso noto di considerare di “avere le mani libere per poter proclamare l’indipendenza” dal momento in cui il governo approverà le misure per l’applicazione dell’articolo 155.

Il portavoce del PDeCAT al parlamento spagnolo Carles Campuzano ha parlato apertamente di “tregua” ed ha assicurato che ancora “c’è tempo per il dialogo”, chiedendo al governo centrale di non rifuggire il tavolo delle trattative. Il Parlamento di Barcellona, che dovrebbe votare la proclamazione d’indipendenza, non è ancora stato convocato in attesa delle decisioni di Madrid.

Parlando a margine del Consiglio Europeo di Bruxelles, Mariano Rajoy ha affermato la necessità di recuperare la legalità in Catalogna. “Non può esistere un territorio dove il governo non rispetti la legge, il nostro obiettivo è tornare alla normalità istituzionale” – ha dichiarato il premier.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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