Palestina: l’UE contro gli insediamenti israeliani

Pubblicato il 20 ottobre 2017 alle 10:27 in Israele Medio Oriente

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L’Unione Europea ha chiesto a Israele di riconsiderare il progetto per la creazione di circa 1300 unità abitative nei propri insediamenti in Cisgiordania, accusandoli di essere illegali secondo la legge internazionale e di minare le prospettive di pace.

Martedì 17 ottobre, le autorità israeliane avevano proposto un piano per la costruzione di 1 292 abitazioni in Cisgiordania, nel tentativo di incoraggiare la crescita degli insediamenti israeliani nel territorio, secondo quanto riferito da un ufficiale israeliano.

Mercoledì 18 ottobre, l’Unione Europea ha condannato le manovre israeliane, ribadendo la sua opposizione alla costruzione degli insediamenti, che sono stati definiti “illegali nel diritto internazionale”, accusandoli di danneggiare la realizzabilità della soluzione a due Stati e la prospettiva di una pace duratura”.

In un comunicato dell’Unione Europea, emanato martedì 18 ottobre 2017, si legge che: “L’Unione Europea ha richiesto chiarificazioni da parte delle autorità israeliane e le ha incoraggiate a riconsiderare tali decisioni, che sono dannose nei confronti degli sforzi in corso per avviare un dialogo pacifico”. Il timore dell’organizzazione internazionale è che l’ampliamento degli insediamenti israeliani nel territorio palestinese ostacoli la possibilità di raggiungere un accordo di pace tra i due popoli.

L’Unione Europea ha espresso la propria preoccupazione in seguito alla decisione, presa lunedì 16 ottobre 2017 dal governo israeliano, di approvare i permessi per la costruzione di 31 nuove unità abitative negli insediamenti di Hebron, in Cisgiordania. Si tratta della prima volta che nuove abitazioni vengono costruite a Hebron dal 2002. Hebron è la città palestinese più grande della Cisgiordania, e conta una popolazione di circa 216 000 persone. Nella città, in insediamenti situati nella zona centrale, vivono circa 1000 israeliani.

Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme est, territori occupati da Israele nel 1967, sono considerati il maggiore ostacolo alla pace, dal momento che si tratta di abitazioni israeliane costruite in un territorio considerato parte dello Stato della Palestina.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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