Iraq: almeno 100 mila in fuga da Kirkuk

Pubblicato il 20 ottobre 2017 alle 6:02 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Più di 100 mila curdi hanno abbandonato Kirkuk, da quando le forze irachene hanno preso il controllo della città, costringendo i Peshmerga a ritirarsi.

Secondo quanto riferito dal Governo regionale del Kurdistan (KRG), giovedì 19 ottobre 2017, migliaia di civili hanno abbandonato il territorio per fuggire dagli scontri e per paura di ritorsioni di natura settaria, dirigendosi verso i territori della regione del Kurdistan. Di questi, circa 18 000 famiglie si sono rifugiate a Erbil e Sulaymaniyya, in base ai dati riferiti dal governatore di Erbil, Nawzad Hadi.

I curdi avevano imposto il proprio controllo su Kirkuk il 12 giugno 2014, durante un’offensiva contro lo Stato Islamico nel nord dell’Iraq. La regione, ricca di petrolio, è rivendicata sia dai curdi sia da Baghdad. Ad agosto, nonostante si trovasse sotto il controllo del governo centrale iracheno, Kirkuk aveva deciso di partecipare al referendum sull’indipendenza del Kurdistan dall’Iraq, ottenendo una dura reazione da parte del governo iracheno che aveva definito la decisione della regione “inaccettabile e sbagliata”.

Dopo il referendum, che si è tenuto il 25 settembre 2017 e si è concluso con un plebiscito a favore dell’indipendenza, Baghdad sta facendo pressione sui curdi per annullare il risultato della consultazione popolare. Il governo centrale ha adottato una serie di misure contro Erbil, tra cui il controllo dei confini e l’embargo aereo sui voli internazionali da e verso gli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyya. Il controllo di Kirkuk rappresenta una delle questioni più complesse legate al referendum.

Le Nazioni Unite hanno espresso la loro preoccupazione per il numero degli sfollati. In un comunicato, emanato giovedì 19 ottobre 2017 dalla Missione dell’ONU di Assistenza in Iraq (UNAMI), si legge che “le Nazioni Unite sollecitano il governo dell’Iraq a intraprendere qualsiasi azione per fermare le violazioni e assicurare che tutti i civili siano protetti e che coloro che perpetrano atti di violenza, intimidazione e sfollamento forzato dei civili vengano assicurati alla giustizia”.

A causa del gran numero degli sfollati, che è in continuo aumento, le province curde nel nord dell’Iraq stanno affrontando nuove sfide umanitarie. In merito alla questione, il portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha dichiarato: “I nostri colleghi in Iraq ci hanno riferito che i movimenti militari nel nord del Paese hanno causato lo sfollamento di migliaia di famiglie da Kirkuk” e ha aggiunto che “l’esatto numero degli sfollati deve ancora essere confermato”.

Durante la guerra con l’ISIS, la regione del Kurdistan ha dato rifugio a circa 1,8 milioni di sfollati iracheni e di rifugiati siriani. Negli scorsi mesi, i civili che sono fuggiti da Hawija, situata nel governatorato di Kirkuk e liberata dallo Stato Islamico il 5 ottobre 2017, si sono rifugiati nelle aree curde.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.