Catalogna: tensione diplomatica tra Spagna e Belgio

Pubblicato il 20 ottobre 2017 alle 5:59 in Belgio Spagna

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Il governo di Madrid ha trasmesso all’esecutivo belga l’irritazione che hanno causato i silenzi e le dichiarazioni equivoche del premier Charles Michel che ha condannato la violenza della polizia spagnola ed ha invitato Rajoy a dialogare con gli indipendentisti.

La crisi catalana causa tensione diplomatica tra Spagna e Belgio. L’esecutivo spagnolo ha espresso al governo belga il proprio malessere per le parole del premier Michel ai quotidiani Le Soir e Standaard. In un’intervista concessa ai due quotidiani, uno francofono e l’altro fiammingo, il primo ministro belga sottolineava come la crisi catalana fosse di ordine politico e non giuridico come sostiene Madrid. Michel ha inoltre condannato le violenze commesse dalla polizia spagnola in occasione del referendum del 1 ottobre ed ha invitato Rajoy a dialogare con Puigdemont, come richiedono da giorni le autorità catalane.

L’irritazione di Madrid è accresciuta dall’ambiguità con cui Michel ha risposto alla domanda sul possibile riconoscimento da parte del Belgio di una Catalogna indipendente. “Non posso rispondere ad una domanda che non mi sono posto” – ha risposto il premier Belga, in contrasto con la linea ufficiale della UE che ha riconosciuto l’illegalità del referendum indipendentista catalano e delle eventuali conseguenze politiche che possa avere.

Sono proprio le distanze che Michel dimostra di prendere dalla linea dell’Unione Europea e degli altri 26 paesi membri a infastidire Mariano Rajoy. Il leader belga si è detto favorevole ad una mediazione internazionale, respinta dalla Commissione europea, oltre che da Francia, Italia, Germania e molti altri paesi, riconoscendo implicitamente che la questione catalana non fosse un affare interno spagnolo, come ripetono le diplomazie europee e americane.

Madrid si è detta “stupefatta degli attacchi provenienti da un paese amico” ed ha assicurato che la posizione espressa dal premier del Belgio “non rimarrà senza conseguenze”. La stampa specula sul possibile veto di Madrid alla candidatura di Catherine De Bolle, capo della polizia belga, alla guida dell’Europol.

Tuttavia, fanno sapere fonti delle due diplomazie, per il momento non sono state consegnate note ufficiali e non sono stati convocati gli ambasciatori, poiché la Spagna considera come posizione ufficiale del Belgio la condanna del referendum espressa in parlamento e non le dichiarazioni del premier alla stampa.

Rajoy considera che Michel abbia parlato a scopo interno, poiché il principale partito della coalizione di governo a Bruxelles è la Nieuw-Vlaamse Alliantie (N-VA), formazione nazionalista fiamminga storicamente alleata all’indipendentismo catalano. Tuttavia, secondo il premier spagnolo, stavolta l’omologo belga “ha esagerato”.

 

Sicurezza internazionale quotidiano sulla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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