Cina: Xi Jinping entrerà nella Costituzione del Partito

Pubblicato il 18 ottobre 2017 alle 6:03 in Asia Cina

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Il portavoce del XIX Congresso del Partito Comunista Cinese ha annunciato che durante i lavori dell’assemblea verrà revisionata la Carta Costituzionale del Partito per inserirvi le teorie sul “governo del paese” dell’attuale presidente, Xi Jinping. C’è grande attesa tra gli analisti in merito alla formula con cui esse saranno inserite. Ci si chiede, soprattutto se il nome del presidente verrà o meno esplicitato accanto a quello delle misure da lui intraprese.

Quello dell’inserimento della linea politica dei leader della Cina nella Carta Costituzionale del Partito è una usanza che risale agli albori della Repubblica Popolare Cinese, quando venne inserito che il Partito Comunista Cinese, oltre a essere basato sulle teorie marxiste e leniniste è fondato sul “pensiero di Mao Zedong”. Da allora, però, non tutti i Segretari Generali del Partito sono stati inseriti all’interno della Carta Costituzionale, anzi, questo è avvenuto solo in un caso, finora, quello di Deng Xiaoping. Deng Xiaoping è stato il leader che ha guidato la Cina verso la ripresa dell’economia con la sua politica di Riforme e Apertura lanciata nel 1978, ristrutturando un paese che era stato ridotto a brandelli dalla Rivoluzione Culturale. La Rivoluzione Culturale è la politica intrapresa da Mao Zedong e dai suoi collaboratori, noti come la Banda dei Quattro, tra il 1966 e il 1969, ma la cui scia si è trascinata fino alla morte dello stesso Mao, nel 1976. Durante la Rivoluzione Culturale, tutti coloro che venivano considerati in possesso di potere intellettuale sono stati costretti ad abbandonare le loro attività e a recarsi nelle zone rurali per essere “rieducati”.

Mao Zedong, il fondatore della Repubblica e il Grande Timoniere e Deng Xiaoping, il grande riformatore che ha aperto le porte della Cina al resto del mondo dopo un ventennio di chiusura, sono gli unici due presidenti e segretari generali del Partito Comunista Cinese esplicitamente citati nella sua Costituzione. I loro successori, Jiang Zemin e Hu Jintao non vengono nominati, sebbene le loro linee politiche siano state inserite.

È molto probabile, secondo gli analisti, che Xi Jinping sarà il terzo leader cinese a essere nominato apertamente nella Costituzione accanto alla sua linea politica. Se le previsioni si riveleranno corrette, la posizione dell’attuale presidente della Cina si consoliderà ulteriormente.

In Cina la posizione di massimo rilievo politico reale è quella del segretario generale del Partito Comunista che è nella maggior parte dei casi coincidente con quella del presidente della Repubblica. Il presidente Xi Jinping è stato eletto nel novembre 2012 segretario generale e nel marzo del 2013 presidente. Mentre la presidenza della Repubblica è limitata ad un massimo di due turni, ciò non vale per il segretario generale che può essere rieletto per più di due mandati, anche se finora non è mai successo dall’epoca di Mao.

Xi Jinping è stato anche il primo, dopo Mao Zedong e Deng Xiaoping a essere definito “core leader” – asse portante, pilastro centrale – del Partito Comunista Cinese.

Queste sono le premesse con cui il XIX Congresso apre il sipario e si appresta a definire l’assetto futuro della leadership cinese, con una certezza: il ruolo di leader centrale di Xi Jinping. Sono in molti gli analisti a ritenere che il 18 ottobre 2017 la Cina entrerà in una nuova epoca storica, quella nel nome di Xi Jinping.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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