Talebani: 2 attacchi nelle province di Patkia e Ghazni, 71 morti

Pubblicato il 18 ottobre 2017 alle 9:30 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I talebani hanno commesso due attentati nelle province di Patkia e Ghazni, causando la morte di 71 persone, e il ferimento di almeno altre 150.

Il primo assalto è avvenuto martedì 17 ottobre, quando alcuni militanti armati hanno fatto irruzione nel centro di polizia a Gardez, a circa 161 chilometri da Kabul, dopo aver fatto esplodere un’autobomba vicino all’entrata. Le vittime sono state 41, tra cui il brigadiere generale Toryali Abdiani, e diversi studenti che erano presenti sul luogo per ritirare i loro passaporti. In un comunicato del Ministero dell’Interno si legge l’attacco è stato commesso da 7 attentatori, due dei quali hanno fatto esplodere l’autobomba, mentre gli altri si sono scagliati contro con le forze di sicurezza.

Poche ore dopo, un veicolo corazzato è esploso all’entrata del degli edifici dell’amministrazione di Andar, nella provincia di Ghazni, causando la morte di almeno 30 persone.

Sono emerse indiscrezioni secondo cui alcuni gruppi di talebani siano appoggiati dai servizi segreti pakistani, l’Inter-Services Intelligence (ISI), i quali hanno contatti con i militanti. Questa opzione era già emersa il mese scorso, quando il generale Joseph Dunfrod, del Jooint US Chief of Staff, aveva riferito al comitato delle forze armate americane in Afghanistan: “È chiaro che l’Inter-Services Intelligence pakistano ha legami con i talebani”. Dall’altra parte, l’esercito pakistano ha riferito che “il proprio compito è quello di mantenere tali contatti”, ma ha fortemente negato di aver offerto supporto ai terroristi.

Queste indiscrezioni rischiano di riaccendere le tensioni tra gli Stati Uniti e il Pakistan che, dopo quasi due mesi, sembravano essersi alleviate solo pochi giorni fa. Il 21 agosto 2017, in occasione dell’annuncio della nuova strategia americana in Afghanistan, il presidente Donald Trump aveva riferito che avrebbe tagliato tutti gli aiuti economici al Pakistan, se le sue autorità non avessero smesso di fornire supporto ai gruppi terroristi locali. Di reazione, Islamabad ha sospeso i colloqui bilaterali con gli USA. Le relazioni tra i due Paesi hanno iniziato a normalizzarsi solo il 13 ottobre, quando una delegazione americana ha effettuato una visita ufficiale in Pakistan, la prima dal 21 agosto.

L’obiettivo della nuova strategia statunitense è quello di rimanere in Afghanistan per eliminare definitivamente la minaccia dei talebani, dell’ISIS e degli altri gruppi militanti presenti nell’area asiatica. Dal momento che il Pakistan, da anni, è accusato di costituire un rifugio sicuro per i terroristi, è fondamentale che le sue autorità collaborino per sradicare i terroristi dai propri territori.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.