Palestina: Israele approva l’ampliamento degli insediamenti

Pubblicato il 18 ottobre 2017 alle 10:27 in Medio Oriente Palestina

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Il governo israeliano ha approvato i permessi per la costruzione di 31 nuove unità abitative negli insediamenti a Hebron, in Cisgiordania.

Lunedì 16 ottobre, un comitato israeliano ha approvato i permessi per la costruzione di 31 unità abitative nell’insediamento di Beit Romano, nella città vecchia di Hebron. La strada in cui si trova l’insediamento era una delle principali arterie commerciali della città vecchia e, dal 1994, è stata bloccata dall’esercito israeliano, causando la chiusura di molte attività commerciali. Inoltre, nell’area è stato vietato l’accesso ai palestinesi.

Si tratta della prima volta che nuove unità abitative vengono costruite a Hebron dal 2002. Recentemente, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato la costruzione di centinaia di unità abitative in Cisgiordania, nonostante l’opposizione dei palestinesi.

Hebron è la città palestinese più grande della Cisgiordania, e conta una popolazione di circa 216 000 persone. Nella città, in insediamenti situati nella zona centrale, vivono circa 1000 israeliani. Per decenni, ad Hebron si sono verificati scontri tra i musulmani e gli ebrei.

Nel 1997, Hebron era stata divisa in due zone, denominate H1 e H2. Nell’area H1, che si trova sotto il controllo del governo dell’Autorità Palestinese, vivono circa 200 000 palestinesi, mentre la zona H2 è costituita dalla città vecchia di Hebron; qui, vivono 35 000 palestinesi e 700 ebrei, che risiedono negli insediamenti. Gli israeliani vivono sotto la legge israeliana e risiedono in quattro insediamenti nel cuore della città vecchia, sotto la protezione dell’esercito israeliano. I palestinesi, invece, vivono sotto il controllo dell’esercito, costretti a rispettare regole che limitano la loro libertà di movimento.

In merito alla questione dei nuovi insediamenti, il sindaco di Hebron, Tayseer Abu Sneneh, ha dichiarato che la decisione costituisce “un’aggressione palese della proprietà del comune di Hebron” e ha aggiunto: “Combatteremo tale decisione legalmente, e, allo stesso tempo, faremo pressione a livello politico”.

Secondo quanto riportato da Al-Jazeera, nei prossimi giorni dovrebbe essere approvata la costruzione di altre unità abitative in tutta la Cisgiordania. La decisione porterebbe il numero totale di abitazioni negli insediamenti a 6500. Nel 2016, le abitazioni erano 2700 e nel 2015 meno di 2000.

La scorsa settimana, gli Stati Uniti avevano espresso la propria preoccupazione in merito agli insediamenti israeliani. In una nota ufficiale della Casa Bianca si legge: “L’amministrazione Trump ha chiarito che l’attività di insediamento sfrenato non favorisce la prospettiva della pace. Allo stesso tempo, l’amministrazione riconosce che le vecchie domande in merito al congelamento degli insediamenti non hanno aiutato a favorire i colloqui di pace”.

La comunità internazionale considera gli insediamenti illegali e una violazione della quarta Convenzione di Ginevra, secondo la quale è illegale che una potenza occupante trasferisca parte della propria popolazione nel territorio occupato.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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