Onu: 20,000 migranti rischiano di subire abusi in Libia

Pubblicato il 18 ottobre 2017 alle 6:01 in Immigrazione Libia

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Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello alle autorità internazionali, rendendo noto che in Libia circa 20,000 migranti stanno rischiando di subire gravi abusi, in quanto si trovano in centri di detenzione informali, o nelle mani dei trafficanti di esseri umani. In particolare, nell’area di Sabrata, a ovest di Tripoli, sono state rinvenute fattorie e case gestite dai trafficanti, in cui erano stati costretti almeno 14,500 migranti, tra cui donne incinte e neonati. Tali edifici sono stati scoperti in seguito alla liberazione di Sabrata, avvenuta lo scorso 6 ottobre grazie all’intervento delle forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA), stanziato a Tripoli e sostenuto dall’Onu. La città, posizionata a circa 80 chilometri da Tripoli, pullulava di miliziani dell’ISIS e di al-Qaeda, che stavano cercando di impadronirsi delle sue coste per estendere la loro influenza nel traffico di esseri umani. Da anni, Sabrata costituisce uno dei principali porti libici dal quale partono i barconi carichi di migranti alla volta dell’Europa.

Il portavoce della UN Refugee Agency, Andrej Mahecic, ha riferito che il proprio staff sta assistendo i migranti salvati. “Abbiamo trovato centinaia di persone senza vestiti e senza scarpe, la maggior parte di loro non mangiava da giorni”, ha spiegato Mahecic, aggiungendo che molti individui necessitano urgentemente di assistenza medica, dal momento che sono stati torturati e hanno subito abusi sessuali. Molti di loro sono altresì disidratati e hanno contratto diverse malattie, tra cui la scabbia. L’Onu informa che ci sono molti bambini non accompagnati al di sotto dei 6 anni che hanno bisogno di assistenza.

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), il 7 ottobre, ha inviato una delle proprie squadre per monitorare la situazione, chiedendo alle autorità libiche di elaborare al più presto un’alternativa ai centri di detenzione dei migranti. “Siamo molto preoccupati, i centri sono sovraffollati e non rispettano gli standard internazionali del rispetto dei diritti umani”, ha spiegato Othman Belbeisi, capo della missione in Libia dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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