Diamo la parola alla Corea del Nord: Non unitevi agli Usa!

Pubblicato il 17 ottobre 2017 alle 21:08 in Asia Corea del Nord

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Non unitevi alle azioni militari degli Stati Uniti contro di noi e sarete al sicuro. Questo è l’avvertimento lanciato dalla Corea del Nord a tutti i paesi membri delle Nazioni Unite.

L’avvertimento a tutti i paesi dell’Onu a non unirsi agli Stati Uniti in operazioni militari contro Pyongyang così da essere al sicuro da eventuali rivendicazioni è contenuto nel discorso che il vice-ambasciatore nordcoreano alle Nazioni Unite, Kim In Ryong, ha preparato per la riunione del Comitato sul Nucleare dell’Assemblea Generale dell’Onu. Sebbene l’avvertimento fosse presente sulla bozza del discorso, l’ambasciatore Kim non lo ha pronunciato ad alta voce davanti ai delegati.

“Finché un paese non partecipa alle azioni military degli Stati Uniti contro la Corea del Nord, non abbiamo alcuna intenzione di minacciare di usare le nostre armi nucleari contro nessuno”, si legge nella bozza di intervento del rappresentante di Pyongyang. “L’intero territorio degli Stati Uniti è a portata dei nostri missili e se gli Stati Uniti hanno il coraggio di invadere il nostro sacro territorio, anche di solo un centimetro, non avranno modo di sfuggire alla nostra punizione, nessun nascondiglio al mondo sarà abbastanza sicuro”, continuano le dichiarazioni.

Durante il suo intervento, l’ambasciatore Kim ha prafrasato la bozza di intervento e affermato: “Solo se la politica ostile e le minacce nucleari degli Stati Uniti saranno sradicate, potremo mettere sul tavolo negoziale le nostre armi nucleari e i nostri missili, non lo faremo in nessun altro caso”.

Le parole del portavoce di Pyongyang all’Onu rappresentano ancora una volta il livello altissimo di tensione attuale tra Corea del Nord e Stati Uniti/Corea del Sud. Le minacce reciproche degli ultimi mesi hanno portato la questione nordcoreana a un picco senza precedenti, soprattutto dopo l’attuazione del sesto test nucleare con l’esplosione di una bomba a idrogeno realizzato dalla Corea del Nord il 3 settembre scorso. A ogni nuovo test missilistico o atomico di Pyongyang sono seguite nuove risoluzioni e sanzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

La Cina e la Russia hanno chiesto più volte alle due parti un “doppio stop” dei test di Pyongyang e delle esercitazioni militari di Washington e Seoul. Mentre dall’inizio di settembre la Corea del Nord non ha effettuato nuovi test, gli esercizi dell’aviazione e della marina militare di Usa e Corea del Sud continuano, l’ultima tornata è stata avviata lunedì 16 ottobre. Gli analisti di Seoul ritengono di dover massimizzare l’attenzione perché Pyongyang potrebbe decidere di effettuare un nuovo lancio missilistico in occasione dello svolgimento del XIX Congresso del Partito Comunista Cinese la cui apertura è prevista il 18 ottobre. Se così dovesse essere, si tratterebbe di una provocazione diretta a Pechino, il principale partner commerciale e alleato della Corea del Nord che continua a chiedere il ritorno al tavolo dei negoziati e a mitigare le richieste di sanzioni degli Usa in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale

Ilaria Tipà

di Redazione

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