Filippine: Marawi è libera dai terroristi

Pubblicato il 17 ottobre 2017 alle 16:36 in Asia

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Marawi è stata liberata dai terroristi. Questo è l’annuncio diffuso dal presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, martedì 17 ottobre.

Marawi, la città centro dell’Islam nel sud delle Filippine è tornata sotto il controllo dell’esercito dopo quasi 5 mesi di lotta contro il gruppo Maute, un’organizzazione terroristica che ha giurato fedeltà all’Isis e puntava a creare un Califfato islamico nel Sud-Est Asiatico.

“Signori e Signore, io qui dichiaro la città di Marawi liberata dai terroristi”, ha affermato il presidente Duterte di fronte alle truppe che hanno combattuto contro i militanti per cinque mesi, dal 23 maggio scorso, quando i jihadisti hanno fatto il loro ingresso in città sventolando le bandiere nere dell’Isis e assediando diversi distretti del centro. Il bilancio è di 1000 vittime e 400 mila sfollati. La città di Marawi è semi-distrutta. Il presidente ha parlato ai soldati poco dopo la fine degli ultimi colpi di fucile sparati nelle fasi finali del conflitto.

Sono circa circa 30 i militanti che rimangono asserragliati in città e dopo le dichiarazioni del presidente, l’esercito ha reso noto che la guerra continuerà e che nessuno dei guerriglieri avrà scampo. Secondo un portavoce dell’esercito, ci sarebbero ancora 20 ostaggi nella zona in cui le ultime fasi del conflitto si sono svolte. “Le parole del presidente ci dà speranza per avviare i lavori di ricostruzione e riabilitazione di Marawi che dovrà rinascere dalle sue ceneri”, ha affermato il portavoce dell’esercito in carica delle operazioni militari, il generale Padilla.

La conclusione di un conflitto durato quasi cinque mesi è stata possibile grazie all’uccisione, nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 ottobre, dei due leader dei militanti, Omar Maute, capo dell’omonimo gruppo terroristico locale alla guida dell’assedio e Isnilon Hapilon, uno dei leader dell’organizzazione terroristica filippina Abu Sayyaf alleata dei militanti di Marawi. Hapilon era iscritto nell’elenco dei terroristi internazionali degli Stati Uniti ed era considerato dagli analisti il destinatario della missione dell’Isis di creare una nuova base operativa nel Sud-Est Asiatico.

Se, da un lato, l’assedio di Marawi ha portato gli altri paesi della regione dell’Asia orientale e meridionale a massimizzare le difese e le operazioni anti-terrorismo, anche con azioni di pattugliamento congiunto mirate, dall’altro ha mostrato la fragilità della società delle Filippine. I militanti sono riusciti a diffondere le ideologie jihadiste facendo leva sulla povertà diffusa e sul malcontento delle fasce più giovani della minoranza islamica del paese. Le Filippine sono un paese a maggioranza cattolica, dove nel 2015 la popolazione di fede musulmana rappresentava il 6% del totale. La ricostruzione di Marawi dovrà essere molto più profonda di semplici lavori architettonici e dovrà puntare a ridurre le distanze sociali tra i vari credo religiosi.

Sicurezza Internazionale quotidiano di politica internazionale

Ilaria Tipà

di Redazione

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