Georgia: arrestata una reclutatrice di terroristi

Pubblicato il 17 ottobre 2017 alle 18:25 in Russia

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Le forze di sicurezza russe al confine con la Georgia hanno arrestato una donna straniera, ritenuta una reclutatrice di potenziali terroristi. Questo è quanto si apprende dall’ufficio stampa del dipartimento di controllo delle frontiere dei Servizi federali per la Sicurezza della Federazione Russa per l’Ossezia del Nord.

Nell’ambito delle azioni congiunte degli agenti del dipartimento di controllo delle frontiere e del dipartimento del servizio federale della sicurezza della Federazione Russa per l’Ossezia del Nord – Alania, è stata identificata nel viavai dei passeggeri del checkpoint di Verchnyj Lars una cittadina straniera coinvolta nelle attività delle organizzazioni terroristiche internazionali. La detenuta è sospettata di indurre un manipolo di giovani a partecipare alle attività terroristiche, nonché di fornire assistenza alle “reclute” al momento della partenza per la Siria. “Tra le vittime della reclutatrice con il hijab vi sono altresì cittadini russi”, si legge nel comunicato.

Secondo quanto riferito, prima di giungere in Russia per condurre attività illegali, la donna aveva già acquisito esperienza nella scorta di gruppi di reclute di formazioni armate illegali prima del loro trasferimento nella zona situata tra Turchia e Siria. Nonostante non sia più giovanissima, la donna dispone tuttavia di una completa conoscenza delle reti di comunicazione digitale, nonché delle tecniche di manipolazione psicologica. “Utilizzando vari pretesti, la reclutatrice è riuscita nello scopo di introdurre i giovani a idee radicali di orientamento estremista, con il fine di conseguire il loro ingresso nelle fila dei gruppi armati illegali”, osserva il dipartimento.

Secondo le guardie di frontiera, durante le operazioni condotte nel corso della procedura di controllo è inoltre emerso che il primo marito della donna è stato ucciso nella zona dei conflitti armati in Medio Oriente. Egli era anche stato il primo a proporre alla donna una visione distorta del fondamentalismo islamico, travisandone alquanto l’essenza.

Dopo la perdita del marito, la vedova ha deciso di trasformare la jihad, la guerra santa contro gli infedeli, nel senso della sua vita, selezionando nuove vittime che andranno ad aggiungersi alla lista dei fanatici religiosi.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Martina Petrilli

di Redazione

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