Siria: Al-Assad intima il ritiro delle truppe turche da Idlib

Pubblicato il 16 ottobre 2017 alle 16:09 in Siria Turchia

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Le forze del regime siriano di Bashar Al-Assad hanno intimato “il ritiro immediato e senza condizioni” delle truppe turche che sono state schierate a Idlib, nel nord-ovest della Siria, al confine con la Turchia.

L’8 ottobre 2017, una delegazione turca, composta da esperti e consiglieri militari, era giunta nel governatorato per condurre attività di ricognizione, dopo che, il 25 settembre, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva annunciato l’intenzione di schierare il proprio esercito a Idlib. L’obiettivo della missione turca in Siria è quello proteggere i civili che vivono nell’area, secondo quanto stabilito dagli accordi di Astana. Il 12 ottobre, l’esercito turco aveva stabilito alcuni punti di controllo.

Il 15 ottobre 2017, l’esercito turco ha ampliato la propria presenza nel governatorato di Idlib, inviandovi almeno 4 convogli composti da veicoli blindati e attrezzature. Un consulente militare dell’opposizione siriana, Ibrahim Al-Idlibi, ha riferito che “circa 200 truppe sono state stanziate nelle aree che separano il territorio sotto il controllo dei gruppi curdi e dell’opposizione”.

Da parte sua, il Ministero degli Esteri siriano ha definito l’intervento turco in Siria come “un’aggressione” e ha aggiunto che “non ha niente a che fare con le intese raggiunte dai Paesi garanti del processo di Astana”. La fonte del Ministero ha riferito altresì che lo schieramento turco è “una violazione di tali intese” e ha intimato al regime turco di “attenersi a ciò che è stato concordato ad Astana”.

La presenza della Turchia a Idlib fa parte di un accordo stipulato con Russia e Iran, durante il sesto round dei negoziati di Astana, che si è tenuto il 14 e 15 settembre 2017 nella capitale del Kazakistan. Il patto mira a creare alcune zone cuscinetto e a impedire ai gruppi curdi siriani di creare un “corridoio” che, percorrendo il confine siriano, arrivi al mar Mediterraneo. L’accordo prevede altresì che le forze russe mantengano la sicurezza fuori dal governatorato, mentre la Turchia all’interno.

Oltre ad essere in linea con quanto stabilito dai negoziati di Astana, l’intervento di Erdogan nel governatorato di Idlib è dovuto anche al timore per la nascita di uno stato curdo al confine con la Turchia. In particolare, il presidente turco ha paura che la nascita di uno Stato curdo vicino ai propri confini possa galvanizzare i curdi in Turchia. La preoccupazione di Ankara è aumentata in seguito al verificarsi di due avvenimenti importanti. Il primo avvenimento è il referendum sull’indipendenza della regione del Kurdistan dall’Iraq, che si è tenuto il 25 settembre 2017 e si è concluso con un plebiscito a favore del sì. Il secondo avvenimento che ha contribuito ad accrescere il timore di Ankara è la proclamazione delle prime elezioni nel territorio curdo siriano, annunciata il 29 luglio 2017, sulla scia dei movimenti indipendentisti iracheni.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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