Siria: accordo con l’ISIS per abbandonare Raqqa

Pubblicato il 16 ottobre 2017 alle 12:13 in Medio Oriente Siria

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Circa 275 militanti dello Stato Islamico hanno abbandonato le loro ultime roccaforti a Raqqa, poco prima dello scontro finale tra l’organizzazione e le Syrian Democratic Forces, sostenute dagli Stati Uniti.

La fuga dei soldati dell’ISIS è stata permessa da un accordo raggiunto dal Consiglio civile di Raqqa in merito all’allontanamento delle persone presenti nella città, prima dell’offensiva finale. Il Consiglio civile di Raqqa è un governo in esilio, composto da ufficiali locali e capi tribù, che ha la propria sede nella zona settentrionale della città. Secondo quanto riferito dal portavoce delle Syrian Democratic Forces, Talal Silo, il patto includeva anche i militanti dello Stato Islamico, ai quali era stato chiesto di scegliere tra “arrendersi o morire”.

L’11 ottobre, la coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro l’ISIS, aveva annunciato che il Consiglio civile di Raqqa aveva intrapreso le trattative per permettere ai civili di abbandonare Raqqa, rendendo sicuro il corridoio che permette ai civili di lasciare la città. Il patto, raggiunto il 12 ottobre 2017, è stato annunciato ufficialmente sabato 14 ottobre ed è entrato in vigore nella notte tra sabato 14 e domenica 15 ottobre, quando i militanti dello Stato Islamico hanno iniziato ad abbandonare Raqqa.

Domenica 15 ottobre 2017, il portavoce delle Syrian Democratic Forces ha dichiarato che 275 militanti dello Stato Islamico hanno abbandonato Raqqa, lasciando nella città tra i 200 e i 300 jihadisti. Secondo quanto riferito da Silo, il patto prevedeva altresì la creazione di un corridoio sicuro che ha consentito a circa 3000 civili di lasciare la città.

Dopo aver facilitato il transito dei civili fuori dalla roccaforte dell’ISIS, nella giornata di domenica 25 ottobre, le Syrian Democratic Forces hanno lanciato l’offensiva finale contro i militanti dello Stato Islamico che sono rimasti nella città. I jihadisti si trovano nel centro di Raqqa, rinchiusi in 4 km quadrati, che includono lo stadio e l’ospedale. Si ritiene che lo stadio venga utilizzato dai militanti come magazzino per le armi e come prigione, mentre l’ospedale sarebbe uno dei principali quartier generali dell’organizzazione.

Raqqa era la capitale de facto dello Stato Islamico in Siria, un centro operativo dal quale l’organizzazione monitorava la gestione delle aree orientale, centrale e settentrionale del Paese e dal quale l’ISIS pianificava i propri attacchi. L’offensiva per liberare la città è iniziata il 6 giugno 2017 e vede coinvolte le Syrian Democratic Forces, che combattono via terra, e le forze della coalizione internazionale, a guida americana, le quali intervengono nel conflitto attraverso attacchi aerei. Il 1 settembre 2017, le milizie curde avevano annunciato di aver preso il controllo della città vecchia, una delle aree maggiormente presidiate dai jihadisti.

Le Syrian Democratic Forces sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa, composta da curdi, arabi, turkmeni, armeni e ceceni. Fin dalla loro formazione, il 10 ottobre 2015, le Syrian Democratic Forces hanno svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria, contribuendo alla progressiva liberazione delle roccaforti occupate dai jihadisti. Le operazioni delle Syrian Democratic Forces sono sostenute dagli Stati Uniti, che armano le milizie curde e combattono dal cielo, mentre queste ultime avanzano sul campo. L’amministrazione Trump, come pure in precedenza quella di Obama, ha sempre considerato i curdi un alleato fondamentale nella lotta contro lo Stato Islamico.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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