Iran: chiuse le frontiere con il Kurdistan

Pubblicato il 16 ottobre 2017 alle 6:03 in Iran Medio Oriente

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Teheran ha ordinato la chiusura di tre attraversamenti di confine ufficiali che collegano l’Iran alla regione del Kurdistan iracheno.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa curda Rudaw, i tre attraversamenti di confine di Parwezkhan, Haji Omaran e Bashmakh sono stati chiusi domenica 15 ottobre 2017 dal lato iraniano, mentre rimangono aperti quelli semi-ufficiali.

Il rappresentante della regione del Kurdistan a Teheran, Nazim Dabagh, ha confermato che domenica non ci sono stati movimenti commerciali nella zona di confine e ha aggiunto che gli ufficiali iraniani avrebbero chiuso il confine seguendo gli ordini del governo iraniano, all’interno delle misure prese da Iraq, Iran e Turchia contro la regione del Kurdistan, in risposta al referendum del 25 settembre.

Il 25 settembre 2017, nel Kurdistan iracheno si era tenuto un referendum sull’indipendenza della regione da Baghdad. La consultazione popolare si era conclusa con un plebiscito a favore dell’indipendenza. Da quel momento, Iraq, Iran e Turchia hanno iniziato ad adottare una serie di misure congiunte per boicottare il risultato del referendum. Tra queste vi è un embargo aereo sui voli internazionali da e verso Erbil e Sulaymaniyya.

Nella mattinata di domenica 15 ottobre 2017, l’agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva comunicato la notizia della chiusura dell’attraversamento di confine di Beshmakh, senza, però, fornire ulteriori dettagli.

Dal canto suo, invece, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qasemi, ha dichiarato che Teheran non ha avviato alcuna nuova misura contro il governo di Erbil.

Il 1 ottobre 2017, l’Iran aveva bloccato il transito delle autocisterne che trasportano petrolio e gas da e verso la regione del Kurdistan iracheno, per protesta contro il referendum curdo. Il 26 settembre 2017, Teheran aveva inviato sistemi missilistici avanzati al confine con la regione del Kurdistan. Il 24 settembre 2017, aveva risposto all’appello dell’Iraq, chiudendo le frontiere con il Paese e il proprio spazio aereo a tutti i voli da e verso la regione del Kurdistan.

L’Iran sostiene il governo di Baghdad contro l’indipendenza della regione del Kurdistan per due motivi principali. Il primo motivo è dovuto al fatto che, negli ultimi anni, e, in particolare, a partire dall’instaurazione di un governo sciita nel Paese, che ha sostituito il regime sunnita di Saddam Hussein, l’Iran ha aumentato la propria influenza in Iraq. In seguito all’occupazione dell’Iraq da parte dello Stato islamico, le Quds Force, unità speciali delle guardie della rivoluzione iraniane, sono intervenute in Iraq per sostenere militarmente l’esercito iracheno nella lotta contro l’ISIS. Inoltre, l’Iran ha formato le forze di mobilitazione popolare (Fmp), le milizie sciite irachene impegnate nella lotta contro l’ISIS, aumentando ancora di più la sua influenza nel territorio.

Il secondo motivo per cui l’Iran si oppone all’indipendenza del Kurdistan dall’Iraq è dovuto alla presenza di una minoranza curda nel proprio territorio nazionale. Come la Turchia, anche Teheran teme che la creazione di uno Stato curdo vicino ai propri confini possa incitare la nascita di movimenti indipendentisti curdi nel proprio Paese.

In merito alla chiusura degli attraversamenti di confine da parte dell’Iran, il Ministero degli Esteri iracheno ha dichiarato in un comunicato che “su richiesta del governo iracheno, la Repubblica dell’Iran ha chiuso gli attraversamenti di confine ufficiali con la regione del Kurdistan iracheno, nel quadro delle misure adottate dal governo federale iracheno per imporre il pieno controllo sugli attraversamenti di frontiera e sugli aeroporti nella regione al fine di garantire l’unità dell’Iraq e la sua integrità territoriale, in seguito al referendum incostituzionale da parte delle autorità nella regione del Kurdistan”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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