Egitto: attentato dell’ISIS nel Sinai

Pubblicato il 16 ottobre 2017 alle 21:03 in Africa Egitto

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Almeno 24 terroristi e 6 militari egiziani sono morti negli attacchi perpetrati da più di 100 terroristi contro gli avamposti egiziani situati nella città di Sheikh Zuweid, nel Sinai del nord.

Secondo quanto riferito da un comunicato dell’esercito egiziano, emanato domenica 15 ottobre 2017, nell’attentato sono rimasti feriti anche 20 membri delle forze di sicurezza. I terroristi hanno attaccato gli avamposti con autobombe e lanciagranate portatili anticarro (RPG) e hanno intrapreso alcuni scontri con le forze di sicurezza egiziane utilizzando armi leggere.

L’attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico. Nel nord del Sinai è molto attivo un gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico, che si autodefinisce “Stato del Sinai”. Il gruppo ha più volte rivendicato la paternità di attacchi terroristici avvenuti nell’area contro le forze della polizia egiziana.

Quello di domenica è l’ultimo di una serie di attentati che hanno colpito le forze di sicurezza egiziane nel territorio del Sinai. Precedentemente, venerdì 13 ottobre 2017, 6 uomini della sicurezza egiziani sono morti e altri 6 sono rimasti feriti in un attacco nei pressi di un posto di blocco a sud di Al-Arish, capitale del governatorato del Sinai del nord.

Si tratta del secondo attentato nel territorio da quando, il 12 ottobre, il presidente egiziano, Abd Al-Fattah Al-Sisi, aveva annunciato l’estensione dello stato di emergenza nel Paese per un periodo di 3 mesi. L’Egitto aveva imposto lo stato di emergenza nell’area settentrionale del Sinai il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme. Il 5 luglio 2017, lo stato di emergenza era stato esteso per un periodo di 3 mesi, dal momento che, secondo il presidente del Parlamento egiziano, Ali Abdel Aal, i motivi per cui era stato imposto continuavano ad essere validi.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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