Cuba e Bolivia commemorano Che Guevara a 50 anni dalla morte

Pubblicato il 16 ottobre 2017 alle 5:59 in Bolivia Cuba

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Per l’opposizione anti-castrista e per molte persone fu un feroce assassino, per il governo cubano e per la sinistra mondiale è l’icona di una rivoluzione. Pochi personaggi continuano a dividere le opinioni come Ernesto “Che” Guevara, ucciso dall’esercito Boliviano il 9 ottobre di cinquant’anni fa.

Settantamila persone si sono ritrovate domenica 8 ottobre a Santa Clara, a Cuba, per celebrare il rivoluzionario Ernesto Guevara, il ‘Che’, a 50 anni dall’esecuzione nelle foreste della Bolivia. Protagonista della rivoluzione cubana che avrebbe portato al potere Fidel Castro, poi guerrigliero in Congo e in Bolivia per l’emancipazione delle popolazioni indigene e delle classi più deboli, Ernesto Che Guevara è ancora oggi un idolo per migliaia di persone, in particolare sull’isola che lo ha adottato agli albori della rivoluzione.

Miguel Diaz Canel, Vicepresidente cubano, presenziando la cerimonia, ha dichiarato: “Io vedo il Che come un gigante morale che è cresciuto giorno dopo giorno; la sua immagine, la sua forza e influenza, si sono moltiplicate nel mondo”. Gli studenti di centinaia di scuole dell’isola hanno preso parte alla cerimonia, scandendo lo slogan che recita “saremo come il Che”.

Ernesto Che Guevara è stato ucciso da un soldato boliviano il 9 ottobre del 1967. Solo nel 1997 il suo corpo è stato ritrovato, identificato poi portato a Cuba, dove è stato sepolto in un mausoleo in suo onore a Santa Clara, la città la cui conquista da parte della colonna rivoluzionaria guidata proprio da Che Guevara rappresentò la vittoria dell’esercito castrista sulle truppe del dittatore cubano dell’epoca Fulgencio Barista.

Le cerimonie a Cuba si sono svolte in tono minore rispetto a quelle di dieci anni fa, a causa della devastazione causata dall’uragano Irma e anche dal diverso approccio di Raúl Castro a questo genere di commemorazioni rispetto al fratello Fidel che presiedette l’omaggio del 2007.

Gli oppositori anti-castristi accusano il governo cubano di celebrare in ogni angolo e su ogni muro, ma ricordano che Fidel Castro fu felice quando il medico argentino lasciò l’isola per continuare a combattere in altre parti del mondo. Fidel Castro ha sempre respinto queste accuse, e la parola di Fidel rimane la versione ufficiale del governo cubano. “Il Che è ideologia e marketing – accusano gli anti-castristi – vende milioni di gadget, soprattutto nel cosiddetto primo mondo, e Cuba sfrutta questa sua immagine proprio per aprirsi spazi in un mercato contro cui lo stesso rivoluzionario aveva combattuto, il Che è un prodotto che ognuno interpreta a suo piacimento”.

Il fratello del Che lo ha ricordato così in occasione della cerimonia a Santa Clara: “Le diseguaglianze contro cui lottava ogni si sono ingigantite e sono peggiorate. Abbiamo bisogno oggi di un nuovo Che, uomo o una donna che sia, per riprendere la lotta e continuare verso un futuro migliore”.

Anche in Bolivia, a Vallegrande, dove fu ucciso, si sono svolte celebrazioni in memoria di Ernesto Che Guevara. A presiedere le cerimonie il Presidente della Repubblica Evo Morales, che ha accusato la CIA di averlo torturato e ucciso per mettere fine alla guerriglia.

Il presidente boliviano, Evo Morales, che ha passato la notte precedente la cerimonia nell’accampamento realizzato per le commemorazioni vicino all’aeroporto di Vallegrande, dove fino al 1997 sono stati sepolti i resti del Che, ha dichiarato durante la colazione con alcuni ministri realizzata nell’accampamento: “sono rimasto sorpreso da questa concentrazione di popoli che vengono volontariamente a commemorare e ricordare la lotta del Che”.

Decine di gruppi folcloristici rappresentanti le diverse popolazioni indigene della Bolivia hanno infatti preso parte alla commemorazione di Vallegrande.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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