Attacco terroristico senza precedenti a Mogadiscio: più di 500 morti

Pubblicato il 16 ottobre 2017 alle 10:57 in Africa Somalia

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Sale a più di 500 il bilancio delle vittime dell’attacco terroristico avvenuto sabato 14 ottobre di fronte a un hotel nella capitale somala, Mogadiscio.

Quella mattina, due autobombe sono esplose presso la K5 Junction, una zona controllata da numerosi ufficiali governativi, piena di alberghi e ristoranti. L’attentato ha distrutto diversi edifici e incendiato numerosi veicoli nelle vicinanze. In seguito all’esplosione si è verificata una sparatoria presso il Safari Hotel. Il corrispondente di al-Jazeera in lingua inglese, Mohamed Adow, ha riferito che gli assalitori, dopo aver detonato la bomba, hanno fatto irruzione nella hall dell’albergo sparando contro il personale e le forze di sicurezza. Alcuni testimoni hanno rivelato che l’esplosione ha creato una nuvola di fumo nel cielo che è stata avvistata da tutta la città. I feriti ammontanto a 300, ma il numero delle vittime sta aumentando ora dopo ora.

Al momento, nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’attacco, ma le autorità locali temono sia stata opera di al-Shabaab, organizzazione jihadista somala alleata ad al-Qaeda, fondata nel 2006, il cui nome in arabo significa “la gioventù”. Fino al 2015, i terroristi somali controllavano gran parte del Paese, inclusa la capitale Mogadiscio. Negli ultimi due anni, l’Unione Africana, le autorità locali e gli USA hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, check-point militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo, guidato dal primo ministro Hassan Ali Khayre e internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della sharia. Secondo il governo americano, la capacità di al-Shabaab di operare indisturbatamente in Somalia è dovuta, in larga parte, alla fallibilità delle operazioni anti-terrorismo portate avanti dal governo. L’ultimo attacco suicida a Mogadiscio si era verificato il 28 settembre, data in cui un’autobomba era esplosa in una strada che separa i distretti di Hamar Weyne e di Waberi, uccidendo 10 persone.

Le autorità somale hanno indetto tre giorni di lutto per commemorare le vittime della strage del 14 ottobre, che è stata definita un “attentato senza precedenti”. Si tratta dell’attacco che ha causato il maggior numero di vittime dal 3 aprile 2015 , quando i militanti di al-Shabaab assaltarono la Garissa University, in Kenya, uccidendo 148 persone, la maggior parte delle quali  studenti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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