Spose bambine: più di 20,000 al giorno, l’appello di Save the Children

Pubblicato il 13 ottobre 2017 alle 8:43 in Africa

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Uno studio condotto in collaborazione tra Save The Children e la World Bank ha reso noto che, ogni giorno, più di 20,000 bambine sono costrette a sposarsi.

Nonostante tale fenomeno interessi anche i maschi, le principali vittime rimangono le bambine che, nella maggior parte dei casi, vengono obbligate al matrimonio dai genitori per esigenze economiche.

Un numero sempre crescente di Paesi sta alzando l’età legale per il matrimonio, o quantomeno sta eliminando le eccezioni legislative secondo le quali, con il permesso dei genitori o di una corte, una ragazza può sposarsi anche al di sotto della soglia fissata dalla legge. Tuttavia, tali cambiamenti non sono automatici e richiederanno molto tempo per essere definitivamente messi in atto. Più di 2/3 dei matrimoni precoci continua a verificarsi al di sotto dell’età prevista dalla legge nazionale, mettendo in evidenza la difficoltà a eliminare tale pratica.

Save the Children spiega che la disconnessione tra la legge nazionale, le usanze e le leggi religiose è alla base della difficoltà di eliminare tale tradizione, che è ancora particolarmente radicata in molte comunità sparse in tutto il mondo.

Helle Thorning-Schmidt, amministratore delegato dell’organizzazione umanitaria ha spiegato che, fino a quando la pratica dei matrimoni precoci non verrà eliminata, sarà impossibile che i bambini e le bambine abbiano le stesse opportunità. “Quando una ragazza si sposa troppo giovane, il ruolo di moglie e donna prevale sopra qualsiasi altra cosa, obbligandola ad abbandonare la scuola, o a essere vittima di abusi sessuali, con il rischio di intraprendere una gravidanza precoce”, ha aggiunto l’amministratore. A suo avviso, il bando di tale usanza è un primo passo verso la sua futura eliminazione, anche se milioni di bambine vulnerabili continueranno a subire, venendo date in spose da piccole. “È necessario cambiare le abitudini delle comunità che ricorrono a questa usanza, solo così potremo porre fine alle sofferenze delle spose bambine”, ha concluso Helle Thorning-Schmidt. In questo senso, l’educazione gioca un ruolo fondamentale, in quanto, più una ragazza verrà istruita, più sarà probabile che cresca sana e sicura di poter avere una vita normale.

Dall’analisi di Save the Children emerge che i Paesi con il più alto tasso di matrimoni precoci appartengono all’Africa sub-sahariana, quali la Sierra Leone, la Repubblica Centrafricana e il Ciad. In ognuno di questi Stati, almeno 1,7 milioni di matrimoni vengono celebrati al di sotto dell’età legale prevista dalla legge; circa 7,5 milioni di bambine vengono date in moglie illegalmente, mentre altri 100 milioni di ragazze non sono protette dalla legge nazionale.

Nella conclusione della ricerca, Save The Children lancia un appello sia ai singoli Paesi, sia a livello internazionale, esortando a prendere i giusti provvedimenti per contrastare i matrimoni precoci. Sono necessarie riforme che stabiliscano l’età a 18 anni, ma anche strategie nazionali che permettano alle bambine di terminare i percorsi scolastici, permettendo loro di avere una valida alternativa di vita al matrimonio infantile.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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