Libia: il Parlamento modifica il ruolo del capo delle Forze armate

Pubblicato il 11 ottobre 2017 alle 10:28 in Africa Libia

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Il Parlamento di Tobruk (HOR) ha approvato, all’unanimità, la modifica dell’articolo 8 dell’accordo di Skhirat. L’articolo riguarda la nomina dei capi militari, civili e della sicurezza.

L’accordo era stato siglato il 17 dicembre 2015 nella città marocchina di Skhirat dai delegati del Congresso di Tripoli e della Camera di Tobruk per la creazione di un governo di accordo nazionale. Il patto mirava a trovare una soluzione politica alla crisi in Libia. La decisione di modificarlo era stata presa dalle parti libiche l’8 settembre 2017, in occasione della quarta riunione del Comitato di alto livello dell’Unione africana sulla Libia a Brazzaville.

L’articolo 8, che si ritiene essere uno dei punti dell’accordo che hanno maggiormente ostacolato il raggiungimento dell’accordo nazionale, prevedeva il trasferimento di tutti gli incarichi militari, civili e di sicurezza previsti dalla legge al Consiglio presidenziale, immediatamente dopo la firma dell’accordo. Inoltre, in base al patto, il Consiglio avrebbe avuto il compito di nominare coloro che avrebbero assunto tali cariche entro un periodo di 20 giorni. Superati i 20 giorni, il Consiglio avrebbe dovuto effettuare nuove nomine entro 30 giorni. Il Consiglio presidenziale è un organo che fa parte del Governo di accordo nazionale di Tripoli, istituito dall’accordo di Skhirat e guidato dal presidente Fayez Al-Sarraj.

La decisione di emendare l’articolo 8 è stata presa dal Parlamento di Tobruk (HOR) durante una seduta di consultazione, che si è tenuta martedì 9 ottobre 2017, dopo che il Parlamento e l’Alto Consiglio di Stato di Tripoli avevano stabilito alcune modifiche all’accordo di SKhirat, durante la prima fase del Piano d’azione delle Nazioni Unite per la Libia che si era tenuta a Tunisi dal 26 settembre al 1 ottobre 2017.

Lo scorso 20 settembre 2017, durante un incontro ad alto livello che si era svolto a margine della 72esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, l’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, aveva presentato un piano d’azione per la Libia, che comprendeva una serie limitata di emendamenti all’accordo di Skhirat. La proposta di emendamento del patto includeva cambiamenti istituzionali mirati a creare le condizioni per l’organizzazione di elezioni nazionali. L’obiettivo era la stabilizzazione della Libia, dopo sei anni di conflitto e instabilità. Tra le modifiche da apportare all’accordo vi erano, in particolare, la riduzione del numero dei membri del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale (GNA), che da nove diventeranno tre, e la nomina di un nuovo governo di transizione.

Secondo quanto riportato da Al-Jazeera in lingua araba, anche il generale Khalifa Haftar, capo della Libyan National Army e uomo forte del governo di Tobruk, si era pronunciato in merito alla questione, durante un incontro con l’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, che si era tenuto il 5 ottobre 2017 a Bengasi. In tale occasione, Haftar aveva sottolineato la necessità di eliminare l’articolo 8 dell’accordo di Skhirat, insieme ad altri punti, in particolare quelli che riguardavano l’annullamento di tutte le decisioni del Parlamento di Tobruk, tra cui la nomina di Haftar alla carica di capo della Libyan National Army, dal momento che il loro obiettivo sarebbe stato quello di allontanare l’esercito libico e il suo generale dalla scena.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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