Sudan: gli Stati Uniti sono pronti a eliminare le sanzioni

Pubblicato il 6 ottobre 2017 alle 18:48 in Africa Sudan

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Gli Stati Uniti sono pronti a eliminare le sanzioni al Sudan, in risposta ai progressi compiuti dallo Stato africano nei settori dei diritti umani e del contro terrorismo, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa internazionale Reuters.

Si tratta di un passo molto importante, dal momento che le sanzioni sono in vigore nel Paese da vent’anni. La decisione di Washington comporterebbe, quindi, un cambiamento di grande portata nelle relazioni tra gli Stati Uniti e il Sudan, al quale Washington aveva imposto le sanzioni, per la prima volta, nel 1997. Esse includevano un embargo commerciale e il congelamento dei beni del governo, a causa della violazione dei diritti umani e di questioni legate al terrorismo.

Le sanzioni al Sudan erano già state temporaneamente ridotte dall’amministrazione Obama, mentre, nel luglio 2017, Trump aveva stabilito che il 12 ottobre il suo governo avrebbe deciso se rimuoverle completamente.

Rimuovere le sanzioni significherebbe sospendere un embargo commerciale, scongelare i beni e rimuovere le restrizioni finanziarie che limitato l’economia sudanese. Si tratterebbe altresì di un cambiamento di posizione per il governo del presidente Omar Hassan Al-Bashir, che, in passato, aveva ospitato Osama bin Laden ed era stato accusato dal Tribunale penale internazionale di aver orchestrato il genocidio del Darfur.

Il Sudan rimarrà nella lista degli Stati che finanziano il terrorismo, stipulata dagli Stati Uniti, e ciò comporta il divieto di vendere le armi al Paese e restrizioni sugli aiuti da parte di Washington. Nonostante ciò, la decisione americana è un chiaro segno del riconoscimento da parte degli Stati Uniti dei progressi fatti dal Sudan nel rispondere alle richieste di Washington in merito alla cooperazione in materia di contro terrorismo e alla risoluzione dei conflitti interni.

In merito alla questione, mercoledì 4 ottobre 2017, il ministro degli Esteri sudanese, Hamed Momtaz, aveva dichiarato: “il Sudan ha rispettato tutte le condizioni necessarie legate alla road map e l’amministrazione americana è testimone di ciò, pertanto ci aspettiamo che le sanzioni vengano eliminate”.

Da parte loro, le organizzazioni umanitarie hanno espresso la loro preoccupazione per la rimozione delle sanzioni al Sudan, ritenendolo un passo “prematuro”. A tal proposito, il vice direttore dell’ufficio di Washington dell’organizzazione Human Rights Watch, Andrea Prasow, ha affermato: “Si tratta di un grande sbaglio eliminare le sanzioni definitivamente, dal momento che il Sudan non ha fatto alcun progresso nel campo dei diritti umani”. E ha aggiunto: “Un governo che continua a bombardare in maniera indiscriminata il proprio popolo e a imprigionare gli attivisti dei diritti umani non dovrebbe essere ricompensato”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione