Iran: Trump revocherà l’accordo sul nucleare?

Pubblicato il 6 ottobre 2017 alle 12:06 in Iran Medio Oriente

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Il presidente americano, Donald Trump, sembrerebbe pronto a scavalcare i propri consiglieri sulla sicurezza nazionale e a revocare l’accordo sul nucleare.

L’accordo sul nucleare era stato raggiunto il 14 giugno 2015 tra l’Iran e i membri del gruppo 5+1 ovvero USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania. Il patto imponeva all’Iran una limitazione del programma nucleare in cambio dell’alleggerimento delle sanzioni internazionali nei settori finanziario e del petrolio.

Il 18 luglio 2017, a poco più di due anni dalla firma dell’accordo, l’amministrazione Trump aveva accusato Teheran di aver violato lo “spirito” del patto, pur avendone rispettato le condizioni. In tale occasione, gli Stati Uniti si erano detti preoccupati per “le sue attività nocive in Medio Oriente”, facendo riferimento, in particolare, al programma di missili balistici iraniano e al contributo del Paese nell’accrescere le tensioni regionali. Di conseguenza, il presidente americano aveva imposto nuove sanzioni contro Teheran.

Durante un incontro con gli ufficiali di alto livello dell’esercito americano, che si è tenuto presso la Casa Bianca giovedì 5 ottobre 2017, Trump ha annunciato che, a breve, avrebbe preso una decisione in merito al rinnovo dell’accordo sul nucleare. Il presidente dovrà comunicare la propria risposta definitiva entro il 15 ottobre 2017, termine fissato per stabilire se l’Iran sta rispettando o meno i termini del patto.

In tale occasione, Trump, che aveva già definito l’accordo “imbarazzante” e “il peggiore patto mai negoziato”, ha dichiarato: “Non dobbiamo permettere all’Iran di acquisire armi nucleari” e ha aggiunto: “il regime iraniano supporta il terrorismo e diffonde la violenza, lo spargimento di sangue e il caos in tutto il Medio Oriente. Questo è il motivo per cui dobbiamo porre fine ai continui attacchi e alle ambizioni nucleari dell’Iran. Non hanno rispettato lo spirito dell’accordo”.

Secondo quanto riferito dal quotidiano americano New York Times, ci si aspetta che il presidente annulli l’accordo. Ciò farebbe parte di una più ampia strategia mirata a inasprire i controlli sul programma di missili balistici iraniano e sulle sue attività di destabilizzazione in Medio Oriente. L’obiettivo sarebbe quello di mettere sotto pressione Teheran su diversi fronti, con particolare riferimento al suo programma missilistico, al supporto nei confronti dei gruppi militanti, in primis Hezbollah, e al suo intervento nella guerra civile siriana a fianco di Bashar Al-Assad.

Nel caso in cui Trump decida di non rinnovare l’accordo, il Congresso americano avrà 60 giorni di tempo per stabilire se imporre nuovamente a Teheran le sanzioni che erano state sospese in seguito alla firma del patto. In questo caso, il Congresso si troverebbe di fronte a due possibiltà, ovvero imporre nuovamente le sanzioni all’Iran, affossando in maniera definitiva l’accordo sul nucleare, o sfruttare tale possibilità per far tornare l’Iran al tavolo delle trattative, al fine di modificare i termini dell’accordo.

La possibile revoca dell’accordo sul nucleare preoccupa molto i Paesi europei che avevano partecipato alla stipula del patto, in particolare Gran Bretagna, Francia e Germania. In merito alla questione, il 20 settembre 2017, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva dichiarato che sarebbe stato un errore annullare il patto, considerando che non esiste alcuna alternativa all’accordo. I tre Paesi hanno altresì dichiarato che l’Europa non seguirà gli Stati Uniti, se questi annulleranno il patto con l’Iran.

Anche all’interno dell’amministrazione Trump vi sono pareri contrastanti in merito alla questione. Da parte loro, il Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, e il Segretario alla Difesa, James Mattis, hanno sollecitato il presidente Trump a non revocare l’accordo, poiché temono che l’annullamento del patto renda l’Iran immediatamente libero di produrre uranio e lavorare il plutonio.

Riguardo alla possibilità di modificare i termini del patto, il 21 settembre 2017, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, aveva dichiarato che l’accordo non potrà essere rinegoziato se gli Stati Uniti non saranno disponibili a fare alcune concessioni in merito a parti del patto che non soddisfano l’Iran.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione