Puigdemont: mi sento Presidente di un Paese libero

Pubblicato il 5 ottobre 2017 alle 6:02 in Europa Spagna

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Il presidente catalano Carles Puigdemont prima di parlare alla popolazione, ha dichiarato di sentirsi già “Presidente di un Paese libero” ed ha convocato per lunedì una sessione plenaria del parlamento in cui dovrebbe essere proclamata unilateralmente l’indipendenza della Catalogna.

“Mi sento già Presidente di un Paese libero” – ha dichiarato al quotidiano tedesco Bild il capo del governo regionale catalano Carles Puigdemont, in occasione di un’intervista in cui ha accusato Mariano Rajoy di “far arrestare gli oppositori” come il leader di un qualsiasi stato autoritario.

In serata il Presidente della Generalitat si è rivolto ai catalani. Puigdemont ha condannato le violenze della polizia e il messaggio del Re, che ha accusato le autorità catalane di “inammissibile slealtà”, ha assicurato che l’indipendentismo gode di una ottima immagine a livello internazionale. Il leader catalano ha dichiarato che lo Stato spagnolo ha respinto ogni forma di mediazione. “Voglio garantire ai cittadini che il mio governo non si smuoverà di un millimetro dalla promessa di pace, ma anche di fermezza, con cui vogliamo fare le cose”. Puigdemont ha concluso facendo un appello contro la violenza.

Soraya Sáenz de Santamaría, vicepremier spagnola, ha dichiarato che Puigdemont “vive fuori dalla legge ormai da tempo”.

Per lunedì 10 ottobre è stata convocata una sessione plenaria del parlamento catalano, in occasione della quale, tutto lascia supporre che sarà proclamata l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna. La CUP, l’estrema sinistra secessionista, lo ha anche comunicato alla stampa.

L’ufficio legale del parlamento catalano, tuttavia, ha inviato alla presidente dell’assemblea Carme Forcadell una relazione in cui si sottolinea l’illegalità di un’eventuale dichiarazione unilaterale d’indipendenza. “La Presidenza del parlamento ha il dovere legale di impedire una dichiarazione unilaterale d’indipendenza” – si legge nella nota consegnata dall’Avvocato Maggiore del Parlamento Antoni Bayona e dal Segretario del gabinetto giuridico Xavier Muro, che sottolineano come sia dovere delle istituzioni rispettare le sentenze del Tribunale Costituzionale.

Contro la convocazione della sessione plenaria, il Partito Socialista Catalano ha fatto ricorso al Tribunale superiore di giustizia della Catalogna.

A Madrid, intanto, il premier Rajoy si è riunito con gli arcivescovi di Barcellona e Madrid, affidando al primo, assieme all’Abate di Montserrat, molto rispettato in Catalogna, un tentativo di mediazione con le autorità secessioniste. Anche il sindaco di Barcellona, Ada Colau, ha ricevuto i consoli dei paesi UE di stanza in città, chiedendo loro di mediare tra la Generalitat e il governo centrale.

La Germania ha reso noto che non intende assumere ruoli di mediazione riaffermando che la questione è un affare interno alla Spagna.

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Traduzione dallo spagnolo e dal catalano e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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