Filippine: verso la ricostruzione di Marawi

Pubblicato il 5 ottobre 2017 alle 17:05 in Asia Filippine

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Il conflitto tra i militanti estremisti islamici del gruppo Maute e l’esercito delle Filippine è giunto alle sue ultime battute nella città di Marawi, nella grande isola del sud dell’arcipelago filippino di Mindanao. Marawi, dopo quattro mesi di scontri, è una città fantasma quasi completamente distrutta e il governo inizia a pensare alla ripresa post-conflitto.

I militanti estremisti del gruppo Maute hanno giurato fedeltà all’Isis e sventolando le sue bandiere nere hanno assaltato e assediato la città di Marawi, il 23 maggio scorso. Marawi è una città simbolo considerata il centro dell’Islam nelle Filippine, paese a maggioranza di religione cattolica ed è situata nella grande isola meridionale di Mindanao, da sempre teatro di scontri tra gruppi separatisti e indipendentisti e forze governative. Dal 23 maggio, il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha emanato la legge marziale sull’isola di Mindanao e inviato l’esercito.

Ai militanti del gruppo Maute – fondato dalla famiglia Maute originaria proprio di Marawi – si sono uniti nel corso dei mesi estremisti islamici provenienti da tutto il Sud-Est Asiatico, soprattutto da Malesia e Indonesia. Per questa ragione i governi di Manila e Jakarta temono il contagio dell’estremismo anche nei loro territori nazionali. Durante i 4 mesi di scontri, l’esercito delle Filippine è stato affiancato per supporto tecnico dalle forze armate degli Stati Uniti, nonostante la reticenza iniziale del presidente Duterte nel chiedere aiuto a Washington.

L’esercito ha ripreso il controllo di quasi tutta la città, ma essa appare ora semi-distrutta e deserta e centinaia di migliaia di sfollati sono stati trasferiti in centri di accoglienza nelle zone limitrofe a Marawi. Il presidente Duterte, durante la sua ultima visita a Marawi, ha promesso di ricostruire una città persino più bella di prima, ma occorrerà tempo. Gli sfollati dovranno rimanere negli alloggi temporanei che li ospitano per almeno un anno, secondo le stime del governo. Gli abitanti di Marawi vogliono però tornare a casa quanto prima, per questo si sono organizzati in squadre e stanno cercando di iniziare a ripulire la città semi-distrutta dai combattimenti con i mezzi a loro disposizione.

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Ilaria Tipà

di Redazione

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