Palestina: storico incontro del governo palestinese a Gaza

Pubblicato il 3 ottobre 2017 alle 16:46 in Medio Oriente Palestina

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Il Primo Ministro palestinese, Rami Al-Hamdallah, ha aperto il primo incontro del Governo di accordo nazionale a Gaza. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera in lingua araba, si tratta della prima visita di questo genere dal 2015.

Al-Hamdallah era arrivato nella Striscia di Gaza lunedì 2 ottobre 2017, insieme ad alcuni membri del proprio governo e responsabili della sicurezza.

Nel suo discorso di apertura, che si è tenuto martedì 3 ottobre 2017, il primo Ministro ha dichiarato che “tutte le questioni pendenti verranno risolte con il consenso di tutte le parti palestinesi, sottolineando il rifiuto del proprio governo a inserire la questione palestinese in ogni controversia araba o internazionale”. Al-Hamdallah ha invitato tutte le parti ad “allineare gli schieramenti, sostenere la leadership palestinese e anteporre gli interessi generali agli interessi delle parti”.

Al-Hamdallah ha altresì esortato la comunità internazionale a fare pressione su Israele affinché tolga l’embargo imposto sulla Striscia di Gaza e apra tutti gli attraversamenti di confine. Inoltre, il Primo Ministro palestinese ha dichiarato che “il governo è determinato ad assumersi tutte le proprie responsabilità nella Striscia di Gaza, senza sconti”.

Infine, Al-Hamdallah ha espresso il suo “grande apprezzamento per il ruolo importante svolto dall’Egitto nel garantire la realizzazione della riconciliazione” e si è impegnato a far convergere “tutte le iniziative e gli sforzi del popolo per porre fine alle divisioni”.

Domenica 1 ottobre 2017, una delegazione egiziana di alto livello era giunta a Gaza per definire gli ultimi preparativi e svolgere un ruolo di supervisione, in vista dell’arrivo del Governo di accordo nazionale. Il Cairo ha svolto un ruolo di primo piano nel facilitare il riavvicinamento tra Hamas e l’Autorità Palestinese. La decisione di Hamas di invitare il Primo Ministro palestinese a riprendere le proprie funzioni nella Striscia di Gaza era giunta dopo alcuni incontri che si erano tenuti al Cairo tra una delegazione del movimento e il presidente egiziano, Abd Al-Fattah Al-Sisi.

Il 17 settembre 2017, in occasione della sua visita al Cairo, Hamas aveva annunciato la dissoluzione del comitato amministrativo, istituito il 10 marzo 2017 per gestire le istituzioni governative nella striscia di Gaza, e aveva invitato il Governo di unità nazionale palestinese ad assumere le proprie funzioni nel territorio. Il movimento, inoltre, si era detto pronto a intraprendere il dialogo con Al-Fatah in merito agli strumenti per realizzare gli Accordi del Cairo del 2011 e alla formazione di un governo nazionale unico, attraverso un dialogo che comprendesse tutte le parti coinvolte. Il 4 maggio 2011, il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, e l’allora leader di Hamas, Khaled Meshal, avevano firmato gli Accordi del Cairo, raggiunti grazie alla mediazione dell’Egitto, che prevedevano la formazione di un governo congiunto e l’organizzazione di elezioni presidenziali e legislative nel 2012.

L’Egitto sta assumendo sempre più un ruolo di primo piano nel conflitto israelo-palestinese. Ciò rappresenta un cambio di rotta da parte del Paese nordafricano. Hamas, infatti, fa parte della Fratellanza Musulmana, che il presidente egiziano Al-Sisi combatte con tutte le sue forze, a tal punto da essere giunto al potere, il 3 luglio 2013, attraverso un colpo di stato, rovesciando il governo di Mohamed Morsi, legato alla Fratellanza Musulmana. L’obiettivo di Al-Sisi sarebbe quello di ergersi a difensore dei palestinesi, al fine di ottenere maggiori consensi nel mondo arabo e legittimare in questo modo la propria posizione, ottenuta, come si è detto, attraverso un colpo di Stato e non attraverso una consultazione popolare.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato interamente alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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