Cina e Usa: eserciti a confronto

Pubblicato il 3 ottobre 2017 alle 6:06 in Asia Cina

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La Cina sta completando la costruzione della sua seconda portaerei, completamente made in China, e in occasione della Festa Nazionale del 1 ottobre ha mostrato il progresso nella costruzione della nave con una serie di immagini raccolte dagli internauti.

Si tratta di un segnale che sottolinea l’importanza che il governo di Pechino attribuisce alla riforma e all’aggiornamento del suo esercito. La Cina è diventata – o è tornata a essere, nella visione del mondo dei cinesi – una grande potenza internazionale, ma il suo potere è stato finora basato sulla forza propulsiva della sua economia. I leader di Pechino comprendono bene l’importanza della potenza militare, unita a quella economica, per poter blindare la propria posizione sullo scacchiere internazionale. Questa è la ragione per cui il presidente Xi Jinping, poco dopo essere stato eletto nel 2013, ha avviato un’ampia riforma e modernizzazione dell’Armata Popolare di Liberazione. Il suo obiettivo è quello di poter competere con gli Stati Uniti non solo a livello economico, ma anche a livello militare.

Gli Stati Uniti dispongono di un grande potere e questo è strettamente legato alle loro forze armate. La Corea del Nord, un paese infinitamente più piccolo degli Stati Uniti, si sta dotando di armi nucleari e di missili perché spera essi possano garantire la sua sicurezza e la sua stessa esistenza. Se la Cina vuole avere un ruolo sempre più grande sulla scena internazionale, deve poter contare su un apparato militare che possa competere con quello di Washington.

Qual è la situazione dell’esercito cinese se paragonato a quello degli Stati Uniti?

La Cina ha aumentato del 7% il suo budget di spesa militare per il 2017, per un valore complessivo di 151 miliardi di dollari. Il budget annuale per le forze armate di Pechino è al secondo posto a livello mondiale, ma la sua distanza da quello degli Stati Uniti è significativa. Il budget per la difesa di Washington per il 2017 è stato di 603 miliardi di dollari, un record raggiunto anche grazie all’aumento di 54 miliardi voluto dal presidente Donald Trump.

Le differenze tra le forze armate delle due maggiori potenze del mondo non si limitano al budget. La Cina conta 1,6 milioni di soldati dell’esercito, 9150 carri armati con artiglieria pesante e 6246 cannoni e lanciatori. Gli Stati Uniti hanno 460 mila soldati e 182 mila membri dell’aeronautica impiegati per le operazioni terrestri, secondo i dati diffusi dalla Cina.

Se si guarda all’aviazione, gli Usa dispongono di 13 mila aerei militari di ogni tipologia, mentre la Cina ne ha circa 3 mila; gli elicotteri sono rispettivamente 6000 per Washington e 802 per Pechino. La Cina riesce però a superare gli Stati Uniti per il numero totale del personale impiegato nell’aviazione, 398 mila contro i 308 mila del Pentagono.

In campo di marina, Pechino soffre la distanza maggiore da Washington. Sebbene la flotta cinese conti in totale 714 navi contro le 415 americane, gli Usa hanno una potenza navale di gran lunga superiore dovuta alle 10 portaerei di cui dispongono. La Cina ha una sola portaerei in uso, un modello piuttosto antiquato di fabbricazione russa, a cui si aggiungerà nell’arco dei prossimi mesi una seconda portaerei completamente made in China. I marines statunitensi sono 323 mila, mentre la marina cinese è composta da 235 mila persone.

Nel settore missilistico, l’Armata Popolare di Liberazione dispone di un dipartimento apposito per le operazioni missilistiche a medio, breve e lungo raggio che gestisce anche i missili che possono essere armati con testate nucleari. Secondo i dati diffusi dal governo cinese, il paese dispone di 260 testate nucleari, paragonate alle 1740 degli Stati Uniti.

La Cina per rafforzare il suo potere e la sua influenza sulla scena internazionale ha avviato negli ultimi anni una campagna di promozione della sua presenza militare all’estero. Questo vuol dire un’accresciuta partecipazione alle missioni di peace-keeping delle Nazioni Unite, ma significa anche un aumentato coinvolgimento nelle esercitazioni militari congiunte con la Russia. Da ultimo, implica la costruzione di basi militari all’estero, la prima è stata inaugurata nel 2017 in Gibuti, nel Corno d’Africa. Su questo aspetto il paragone con gli Stati Uniti è impietoso. Gli Usa hanno operazioni militari attive in più di 100 paesi con stanziamento di truppe.

Il governo centrale di Pechino ha investito su un’ampia riforma dell’esercito, sia a livello strutturale che in termini di armamenti e punta a creare un’Armata Popolare di Liberazione che rimanga ancorata sugli ideali che ispirarono la rivoluzione comunista, ma che diventi all’avanguardia e si avvicini sempre di più all’esercito degli Stati Uniti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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