Catalogna verso la proclamazione d’indipendenza unilaterale

Pubblicato il 3 ottobre 2017 alle 6:01 in Europa Spagna

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Gli scontri tra indipendentisti e forze di polizia, il voto di 2,2 milioni di persone e la pressione dei gruppi secessionisti spingono il presidente catalano Puigdemont verso la proclamazione d’indipendenza unilaterale, intanto oggi sciopero generale in Catalogna.

Il presidente della Generalitat de Catalunya, Carles Puigdemont, ha promesso nella notte tra domenica e lunedì che il suo governo proclamerà “a giorni” l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna. La finestra di dialogo aperta da Mariano Rajoy al termine del suo intervento domenica sera è stata dunque immediatamente chiusa. Le autorità di Barcellona intendono procedere con la sfida indipendentista.

“Il referendum che pretendeva di liquidare la Costituzione non è esistito” – aveva affermato Rajoy, prima di lanciare un appello al dialogo. Poche ore dopo Puigdemont è apparso con il governo catalano al completo per felicitarsi dello svolgimento del referendum e assicurare che i risultati saranno presentati a breve in parlamento. Passo successivo: la dichiarazione d’indipendenza unilaterale.

“In questa giornata di speranza e sofferenza – ha affermato Puigdemont – ci siamo guadagnati il diritto di costituire uno stato indipendente sotto forma di repubblica. Il governo presenterà i risultati del voto in parlamento perché si proceda secondo la legge sul referendum”.

La legge sul referendum è una delle due norme approvate ad inizio settembre dal parlamento catalano per sancire la rottura con la legalità dello stato spagnolo. Tuttavia pur di consentire il voto, a qualunque costo considerato l’intervento delle forze di sicurezza, la legge sul referendum è stata violata dallo stesso governo catalano in più punti lo scorso 1 ottobre.

Il governo catalano, giorno 2 ottobre, ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire in qualità di mediatrice e ha preteso il ritiro delle forze di polizia spagnole dalla Catalogna. Gli scontri e i feriti hanno infatti attirato sul governo di Madrid le critiche di partiti politici, leader internazionali e anche dell’ONU. Una mediazione internazionale, sarebbe, secondo Puigdemont, l’unica opzione per evitare la proclamazione d’indipendenza. In serata i governi di Francia, Germania e Olanda hanno emesso un comunicato in favore dell’integrità territoriale del paese iberico.

Se il voto è stato tutt’altro che esemplare, senza controlli e senza garanzie minime, gli indipendentisti sono riusciti tuttavia a dare una grande dimostrazione di forza popolare, in modo da potersi appellare a questa per proclamare l’indipendenza in maniera unilaterale.

Albert Rivera, leader del partito liberale Ciudadanos e unico catalano alla guida di un partito di importanza nazionale, aveva messo in guardia la scorsa settimana su un’eventualità simile. “L’obiettivo di Puigdemont è sempre stata la proclamazione d’indipendenza unilaterale, il referendum è solo la scusa” – aveva assicurato Rivera, che prima di dedicarsi alla politica nazionale è stato per molti anni alla guida dei deputati anti-indipendentisti al parlamento catalano.

Le organizzazioni sindacali catalane, in accordo con alcune organizzazioni politiche e imprenditoriali, hanno proclamato per oggi, 3 ottobre, lo sciopero generale in Catalogna, per protestare contro le violenze della polizia nel giorno del referendum.

Molti opinionisti critici nei confronti dell’azione delle forze dell’ordine, che definiscono “repressione”, accusano il governo di aver contribuito alla rottura con Barcellona.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato interamente alla politica internazionale.

Italo Cosentino

di Redazione

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