Siria: più di 150 civili uccisi a Idlib

Pubblicato il 2 ottobre 2017 alle 11:23 in Medio Oriente Siria

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I raid aerei della Russia e del regime siriano hanno causato la morte di più di 150 civili in circa una settimana nel governatorato di Idlib, in Siria.

Secondo quanto riportato dal quotidiano The New Arab, una recente offensiva di Hayat Tahrir Al-Sham ad Hama avrebbe portato la Russia e le forze del regime di Bashar Al-Assad a reagire bombardando Idlib, che si trova, per la maggior parte, sotto il controllo del gruppo terroristico.

Hayat Tahrir Al-Sham (HTS) è un gruppo jihadista di ideologia salafita, vicino ad Al-Qaeda, coinvolto nella guerra civile siriana. Mentre l’ISIS sta progressivamente perdendo terreno nei principali centri urbani in Siria, in particolare a Raqqa e Deir Ezzor, il gruppo sta prendendo il controllo di ampie porzioni di territorio nel nord-ovest del Paese, in particolare nel governatorato di Idlib. Secondo l’analisi di The New Arab, Hayat Tahrir Al-Sham sarebbe riuscita ad avanzare nel territorio siriano infiltrandosi nell’amministrazione civile ed effettuando continue espulsioni, assassini e intimidazioni.

Un soccorritore che lavora per la Protezione Civile a Idlib ha riferito che, negli attacchi, sono stati distrutti anche sei ospedali, cinque centri di difesa e diverse centrali elettriche e sono stati colpiti anche i campi per gli sfollati interni.

Da parte sua, il ministro della Difesa russo ha negato l’accusa di aver colpito le infrastrutture civili e i centri medici e ha dichiarato che i raid del proprio esercito sono destinati a colpire le milizie islamiste.

A causa dei continui bombardamenti, ormai diventati quotidiani, migliaia di civili sono stati costretti ad allontanarsi dai centri urbani, in particolare Jisr Al-Shqour e Jabal Al-Zawya, e a trovare rifugio nelle aree rurali, meno esposte agli attacchi aerei.

Giovedì 28 settembre 2017, le Nazioni Unite avevano condannato gli attacchi aerei che avevano colpito cinque ospedali e alcuni magazzini che contenevano aiuti umanitari a Idlib, chiedendo di introdurre un sistema per proteggere i civili e le strutture mediche che si trovano vicino ai gruppi armati. Il consigliere dell’ONU per gli affari umanitari in Siria, Jan Egeland, ha riferito: “Abbiamo urgentemente bisogno di un sistema di notifica per queste località protette, che venga realizzato e rispettato e che venga rispettato dagli attori armati”. Egeland ha aggiunto che non è chiaro chi sia stato a perpetrare gli attacchi, ma che questi fanno parte di una tendenza ad attaccare “le linee umanitarie”, inclusi gli ospedali, le ambulanze e coloro che lavorano nel settore sanitario.

La campagna di bombardamenti russi e siriani è iniziata poco dopo che gli alleati del regime siriano, Russia e Iran, avevano concordato, insieme alla Turchia, di inserire il governatorato di Idlib tra le zone cuscinetto create in Siria per facilitare la fine del conflitto. La decisione era stata presa durante il sesto round dei negoziati di Astana, che si era tenuto nella capitale del Kazakistan il 14 e 15 settembre 2017. L’accordo prevede altresì il monitoraggio congiunto dell’area da parte di Russia e Turchia. Le forze di Ankara si occupano di monitorare la situazione all’interno del governatorato, mentre quelle di Mosca all’esterno.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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