Hamas: un rompicapo per l’Egitto di al-Sisi

Pubblicato il 2 ottobre 2017 alle 5:58 in Africa Egitto

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Hamza Abu Shanab, un esperto della questione palestinese, è pessimista riguardo alla possibilità che Hamas e l’Egitto possano riavvicinarsi realmente, nonostante i tentativi fatti negli ultimi tempi, tra cui la recente visita al Cairo del capo di Hamas, Ismail Haniyeh. I rapporti tra l’Egitto e la Fratellanza Musulmana sono talmente tesi e complicati che riesce difficile immaginare che Hamas, che fa parte della Fratellanza Musulmana, possa intrattenere buoni rapporti con il presidente dell’Egitto in modo stabile e duraturo. La Fratellanza Musulmana è, infatti, considerata un’organizzazione terroristica dalle autorità egiziane e il suo leader, Morsi, è in carcere.

L’emittente al Arabiya, oltre ad avere intervistato Hamza Abu Shanab, ha raccolto altre voci critiche circa la possibilità di un riavvicinamento tra Hamas e l’Egitto, ma occorre considerare che dietro al Arabiya c’è il governo saudita, che ne detiene la proprietà, il quale ha un interesse nel vedere naufragare il tentativo di riavvicinamento perché è in cattivi rapporti con Hamas.

Un’altra voce critica citata da al Arabiya  è quella dello scrittore Samih al-Maaita, il quale, non a caso, ricorda che Hamas è in cattivi rapporti con l’Arabia Saudita e che questo elemento sarà certamente preso in considerazione dal presidente dell’Egitto.

Ciò che l’Arabia Saudita non tollera di Hamas sono i suoi rapporti con l’Iran, da cui ha ricevuto grande sostegno economico e militare per combattere contro Israele. I rapporti tra Hamas e l’Iran si sono però deteriorati con l’inizio della guerra civile siriana. Ciò non deve stupire perché il legame tra Hamas e l’Iran ha fondamenti strategici forti, l’odio comune contro Israele, ma ha presupposti culturali precari.

Hamas è un’organizzazione sunnita mentre l’Iran è una teocrazia sciita. La fragilità culturale del legame è diventata particolarmente evidente proprio con l’inizio della guerra civili siriana. Il dittatore della Siria, Bassar al Assad, è sciita come gli iraniani, ma i ribelli siriani anti-Assad sono sunniti come Hamas. E così Hamas si è schierato contro Bassar al Assad che però è sostenuto dall’Iran. L’Iran pretendeva che Hamas si schierasse in favore del dittatore siriano, ma così non è stato. Nonostante queste tensioni, Hamas a sempre cercato di ristabilire buoni rapporti con l’Iran anche perché, in caso di guerra con Israele, sarebbe il suo più grande protettore.

L’Arabia Saudita vede nell’Iran il suo più grande nemico. Ci spiega come mai gli articoli dell’emittente al Arabiya sono sempre articoli contro l’Iran e contro tutti i movimenti politici che hanno buoni rapporti con l’Iran. Un altro caso è rappresentato dalla campagna mediatica di al Arabiya contro il Qatar, l’unica monarchia del Golfo Persico a essere in buoni rapporti con l’Iran.

di Alessandro Orsini

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