Catalogna: scontri, feriti e voto fuori controllo

Pubblicato il 2 ottobre 2017 alle 9:58 in Europa Spagna

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Il giorno del referendum sull’indipendenza catalana si conclude con 844 feriti negli scontri tra indipendentisti e forze dell’ordine, 2,2 milioni di votanti senza controlli e una rottura tra Madrid e Barcellona che pare insanabile.

Oltre due milioni di persone sono riuscite a votare nel referendum sull’indipendenza del 1 ottobre – è quanto riferiscono le autorità catalane ad Europa Press – e oltre il 90% avrebbe votato Sì alla secessione dalla Spagna. La vicepremier Soraya Sáenz de Santamaría ha definito il processo indipendentista “una farsa”, invitando le autorità catalane a porvi fine”.

La decisione del governo spagnolo di impedire il referendum illegale utilizzando le forze di polizia ha spinto la Generalitat a varare d’urgenza il “censo universale”. In pratica ognuno ha potuto votare dove voleva o poteva, senza recarsi al proprio collegio elettorale, poiché molti sono stati chiusi dalla polizia e dalla Guardia Civil. Madrid ha allora bloccato l’accesso delle autorità locali al censo, il voto è andato avanti dunque “sulla fiducia”, senza controlli e senza garanzie, mentre fuori da molte scuole avevano luogo cariche delle forze dell’ordine.

Gli scontri hanno causato 844 feriti, secondo la Generalitat catalana, che accusa lo Stato spagnolo di “aver scritto una delle pagine più nere della sua storia”. La decisione di Rajoy di ricorrere alle forze di polizia è stata criticata anche dal Partito Socialista, che ha comunque condannato il referendum illegale.

Contro l’azione di polizia la galassia dell’estrema sinistra spagnola, a partire da Podemos, che reclama ora un “referendum legale e concordato” fra le autorità di Madrid e la Generalitat.

Polizia e Guardia Civil accusano di inazione e ostruzionismo i Mossos, la polizia regionale catalana, il cui comportamento è ora al vaglio dei tribunali. La magistratura sarà chiamata a decidere anche sull’operato delle forze di sicurezza nazionali, denunciate dal governo catalano.

Il governo difende le forze dell’ordine e la decisione di attenersi “strettamente” alla legge. Rajoy ha assunto la responsabilità di quanto accaduto a Barcellona, sottolineando che lo Stato ha fatto “quel che doveva fare” per proteggere la Costituzione e lo stato di diritto. “Non cercate altri responsabili oltre agli organizzatori – ha tuonato il Premier – non ce ne sono”.

Le violenze sono state condannate da molti leader europei, che hanno tuttavia sottolineato l’illegalità del referendum catalano.

Nel corso della serata, mentre Rajoy lanciava l’ennesimo appello al dialogo, la segretaria del Partito Democratico di Catalogna, principale forza indipendentista, assicurava che con le cariche della polizia i catalani “si sono guadagnati il diritto ad uno stato indipendente”.

Il presidente catalano Puigdemont ha dichiarato che nei prossimi giorni porterà i risultati del referendum in parlamento, mentre molti leader indipendentisti lo invitavano a dichiarare unilateralmente l’indipendenza della Catalogna.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato interamente alla politica internazionale.

Italo Cosentino

di Redazione

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