Usa: aperti canali di contatto con Pyongyang

Pubblicato il 1 ottobre 2017 alle 15:09 in Asia Corea del Nord

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Gli Stati Uniti hanno aperto alcuni canali diretti di contatto con la Corea del Nord per capire se il regime di Kim Jong-un è pronto per abbandonare le sue armi nucleari e tornare al tavolo dei negoziati. Queste sono state le dichiarazioni del capo della diplomazia americana, Rex Tillerson, in visita ufficiale a Pechino.

Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, ha dichiarato che esistono due o tre canali di comunicazione tra Washington e Pyongyang e che si tratta di canali diretti, non aperti tramite l’intermediazione della Cina. Gli Usa stanno utilizzando il contatto diretto con il regime di Kim Jong-un per comprendere se il leader nordcoreano sia o meno disposto ad abbandonare il suo programma nucleare e tornare al tavolo negoziale.

Le dichiarazioni di Tillerson seguono settimane in cui la tensione tra Washington e Pyongyang ha raggiunto un nuovo picco, in seguito al sesto test nucleare realizzato dal regime di Kim Jong-un il 3 settembre scorso, seguito da nuove sanzioni Onu – approvate l’11 settembre – e da un continuo scambio di minacce verbali tra Trump e Kim Jong-un.

In seguito alle parole del capo della diplomazia pronunciate davanti ai media cinesi a Pechino, il Dipartimento di Stato da Washington ha immediatamente reso noto che sebbene esistano dei canali di comunicazione con la Corea del Nord, questa non ha mostrato alcun segnale che potrebbe far sperare nell’abbandono del nucleare o nel ritorno al tavolo negoziale. La posizione di Pyongyang è sempre stata chiara: è convinta di aver bisogno delle armi nucleari per contrastare possibili tentativi di invasione da parte degli Stati Uniti. Kim Jong-un vede le esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti come preparativi di invasione e crede che solo un arsenale missilistico e nucleare possa garantire la sopravvivenza al suo regime.

“Nonostante le rassicurazioni che gli Stati Uniti non sono interessati a promuovere il collasso del regime attuale o ad accelerare la riunificazione delle due Coree o a mobilizzare le loro forze al nord della Zona di Demilitarizzazione, gli ufficiali della Corea del Nord non hanno mostrato alcun segno di interesse o di volontà di far ritorno al negoziato”, si legge nella dichiarazione della portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Heather Nauert. Le rassicurazioni degli Stati Uniti sono accompagnate dalle minacce del loro presidente, il quale durante il suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu, il 19 settembre, ha dichiarato di essere pronto a “distruggere completamente” la Corea del Nord se mai dovesse attaccare gli Stati Uniti o i loro alleati.

Il Segretario di Stato Tillerson ha tentato finora di portare avanti una campagna di “pressione pacifica” con l’utilizzo delle sanzioni Onu e di quelle unilaterali degli Stati Uniti Contro Pyongyang. Questa linea meno dura nei confronti di Pyongyang è stata messa a dura prova dalla guerra verbale che si protrae da luglio tra Trump e Kim Jong-un.

La visita ufficiale di Tillerson in Cina è stata preparatoria per quella del presidente Donald Trump prevista per novembre. Il Segretario di Stato ha incontrato il presidente Xi Jinping, il Ministro degli Esteri Wang Yi e il consigliere di stato per la politica estera Yang Jiechi. Durante gli incontri, è stata ribadita l’importanza dei rapporti bilaterali Usa-Cina e quella di mantenere aperti tutti i canali di comunicazione bilaterali, al fine di affrontare meglio le principali sfide internazionali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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