I rapporti tra Cina e Usa prima della visita di Trump

Pubblicato il 29 settembre 2017 alle 6:04 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Segretario per la Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, arriverà a Pechino il 30 settembre. La sua visita segue quella del Segretario per il Commercio, Wilbur Ross, che ha lasciato la Cina lunedì 25 settembre. Si tratta di due visite ufficiali preparatorie per quella del presidente Donald Trump prevista per il mese di novembre. La decisione di Trump di recarsi a Pechino entro il suo primo anno di presidenza è indicativa dell’importanza che i rapporti con la Cina hanno assunto per la diplomazia degli Stati Uniti.

I temi più pressanti all’ordine del giorno per Washington e Pechino sono la questione della Corea del Nord e gli squilibri nella bilancia commerciale bilaterale, di questo sono indicative le visite del capo della pianificazione economico-commerciale e di quello della difesa degli Stati Uniti avvicendatisi a Pechino nel giro di una settimana.

Nell’ultimo anno, lo scacchiere internazionale è stato caratterizzato da momenti di crisi, ma non si è giunti al caos totale grazie alla saldezza dei rapporti tra Cina e Stati Uniti che hanno fatto da cardini dell’ordine internazionale. Sono molte le questioni su cui Pechino e Washington hanno posizioni diametralmente opposte, ma nonostante i contrasti i due paesi sono riusciti a non far saltare l’architettura di base del loro rapporto bilaterale e a garantire una stabilità al sistema internazionale, secondo l’analisi dell’Epoch Times, tabloid per la politica estera del Quotidiano del Popolo, il giornale ufficiale del governo cinese.

La questione del nucleare in Corea del Nord dimostra pienamente come la Cina stia svolgendo un ruolo di bilanciamento nei confronti degli Stati Uniti. La tensione tra Pyongyang e Washington ha raggiunto un livello mai visto prima a partire dal mese di luglio 2017 con i due test di lancio di missili balistici intercontinentali da parte della Corea del Nord, per poi registrare il picco massimo il 3 settembre, quando Pyongyang ha realizzato con successo il suo sesto test nucleare sotterraneo. Le minacce reciproche tra Trump e Kim Jong-un conducono i due paesi sempre più lontani dalla via del negoziato. Eppure, c’è ancora speranza e difficilmente si giungerà a un conflitto aperto. La ragione è che la Cina è nel mezzo, tra Washington e Pyongyang. Se la non ci fosse la Cina, la guerra tra Usa e Corea del Nord sarebbe probabilmente già scoppiata, secondo l’analisi dell’Epoch Times.

Se si guarda all’economia internazionale, la situazione non è diversa. Gli Stati Uniti portano avanti una politica economica protezionistica che sta generando sempre più problemi con gli altri paesi. Nonostante Washington abbia condotto 301 controlli sulle imprese cinesi che hanno rapporti commerciali con le controparti americane – nel tentativo di dimostrare che la Cina è responsabile direttamente del deficit commerciale che gli Usa registrano ogni anno nei suoi confronti – Pechino non ha cambiato la sua apertura all’interscambio e non ha inviato alcun segnale di voler iniziare una guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Nonostante questa tendenza a mantenere una stabilità di base per il sistema internazionale, appare improbabile che Cina e Stati Uniti possano disporre della soluzione per la questione nordcoreana o per le dispute commerciali internazionali. Ciò che possono fare, attraverso gli incontri bilaterali ai massimi livelli, è ridurre il rischio di crisi di portata mondiale.

In molti, in Cina, si chiedono se si possa parlare di “buoni rapporti” tra Pechino e Washington, ma guardare ai rapporti bilaterali tra le due maggiori potenze del mondo in termini di buono e cattivo non è la prospettiva giusta, secondo l’analista dell’Epoch Times. Occorre invece comprendere in che misura le reazioni Cina-Usa siano prevedibili e in che misura ci sia il consenso e la volontà per gestire le questioni più pressanti a livello internazionale. Durante il primo anno di presidenza di Donald Trump, la prevedibilità delle relazioni tra Washington e Pechino è aumentata e la loro capacità di gestire le crisi internazionali è migliorata. Lo dimostra il consenso, dopo lunghi negoziati, a cui i due paesi sono giunti in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per sanzionare Pyongyang. Ciò che secondo gli analisti cinesi è lecito aspettarsi dalla visita in Cina di Tillerson prima e da quella di Trump poi è che l’attuale andamento delle relazioni bilaterali tra Cina e Usa possa proseguire e consolidarsi ulteriormente, a salvaguardia della stabilità dell’ordine internazionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dal cinese e redazione a cura di Ilaria Tipà

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.