Puerto Rico: crisi energetica

Pubblicato il 28 settembre 2017 alle 14:13 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il passaggio dell’uragano Maria ha causato una grave crisi energetica nel territorio associato agli Stati Uniti, le pompe di benzina sono a secco e Trump ammette che la situazione sull’isola è grave.

Puerto Rico paga ancora le conseguenze del passaggio dell’uragano Maria la scorsa settimana. L’isola, stato libero associato agli Stati Uniti, è sull’orlo del collasso energetico, denuncia il governatore Ricardo Rosselló.

Lo status di paese associato consente all’isola di ricevere rifornimenti petroliferi dai soli Stati Uniti, che sbarcano benzina a Puerto Rico tramite le istallazioni portuali di San Juan e Arecibo. Dei due porti dopo il passaggio dell’uragano funziona solo quello della capitale San Juan, ma solo nelle ore diurne a causa dell’insufficienre rifornimento elettrico notturno. Il governatore Rosselló ha chiesto agli Stati Uniti di consentire l’attracco a navi battenti bandiera diversa da quella americana.

Rosselló ha chiesto che siano autorizzati sbarchi eccezionali di acqua, viveri e altri beni di prima necessità, oltre che di combustibile.

L’assenza di carburante e i danni subiti dalla rete stradale dell’isola hanno spinto Donald Trump a riconoscere che la situazione a Puerto Rico è “difficile”, e anche i rifornimenti aerei sono rallentati dai danni subiti dall’aeroporto di San Juan, dove funziona uno solo dei quattro radar. Accusato di mancanza di empatia nei confronti dell’isola, Trump ha reso noto che visiterà Puerto Rico il prossimo 3 ottobre. 

L’Agenzia Federale per le Emergenze, l’ente americano da cui dipendono i rifornimenti e i fondi pubblici dopo catastrofi naturali quali Maria, dovendo affrontare i danni causati dal ciclone Harvey in Texas e dall’uragano Irma in Florida ha difficoltà a convogliare risorse adeguate a Puerto Rico. La guardia nazionale ha intanto deciso di installare sull’isola un centro direzionale per contribuire ai soccorsi e alla ricostruzione.

I portoricani, che lo scorso 11 giugno avevano chiesto in un contestato referendum di essere accolti  come cinquantunesimo stato USA, lamentano di essere trattati, anche in questa grave situazione, come cittadini di serie B.t

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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