Catalogna: timore di ingerenze russe

Pubblicato il 28 settembre 2017 alle 6:02 in Russia Spagna

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La Russia sta interferendo nella questione del referendum sull’indipendenza della Catalogna come ha già fatto in occasione delle presidenziali americane e francesi, accusa il quotidiano El País.

Il sistema dell’ingerenza e della disinformazione messo in moto dal Cremlino nelle  campagne presidenziali statunitense e francese, nonché in numerosi altri casi nel recente passato in diversi paesi d’Europa, funziona “a pieno ritmo” anche in Catalogna – è quanto denuncia il quotidiano spagnolo El País, sostenendo di aver compiuto un’analisi approfondita e con strumentazione avanzata degli account dei media filo-russi e dei social media vicini al Cremlino.

“Dopo le campagne segrete per la Brexit, a favore di Marine Le Pen e della destra tedesca, il Cremlino ha visto nell’indipendentismo catalano un’altra opportunità per rendere più profonde le fratture in seno all’Europa e consolidare la sua influenza  internazionale” – denuncia il quotidiano madrileno – la rete globale che ha sostenuto Trump e la Brexit ora si dedica alla Spagna”.

Al centro delle accuse il network Russia Today e l’agenzia di stampa sputnik, che offrono da alcuni giorni una copertura totale sugli avvenimenti catalani, nella versione in inglese, francese, tedesco, italiano e naturalmente spagnolo.

La propaganda russa poggia su fake news, sull’azione di attivisti come Julian Assange ed Edward Snowden e su un numero enorme di Internet bot, i milioni di profili automatizzati nei social network in grado di trasformare una notizia senza fondamento in un “trending topic”, una notizia condivisa milioni di volte.

Russia Today è finanziato dal governo russo e funziona come organo di propaganda a favore del Cremlino in lingua straniera, ed ha versioni in cinque lingue. Sputnik, che fa parte dello stesso network, ha invece una versione per ben trentanove lingue personalizzando le notizie in base al paese.

I due media stanno utilizzando i portali in spagnolo per diffondere notizie sulla crisi catalana con un taglio marcatamente filo-indipendentista e dunque contrario alla legalità costituzionale spagnola.

La relazione tra ambienti indipendentisti catalani e filo-russi non è nuova. Già nel 2015, Enric Folch, segretario del partito indipendentista Solidaritat Catalana fondato dall’ex presidente del Barcellona Joan Laporta, assicurava che una Catalogna indipendente avrebbe riconosciuto Ossezia del Sud e Abchazia, le due regioni della Georgia autoproclamatesi indipendenti con l’aiuto militare ed economico di Mosca.

Dal 28 agosto Russia Today ha pubblicato 42 notizie sulla crisi in Catalogna, alcune con titoli chiaramente fuorvianti come “L’Ue rispetterà l’indipendenza della Catalogna, che però dovrà sottoporsi ad un processo di adesione”. Il 12 settembre il network filo-russo ha pubblicato una notizia in cui rilanciava un ‘tweet’ di Julian Assange in cui il fondatore di Wikileaks pronosticava “la nascita della Catalogna come Paese o una  guerra civile”. Il post, condiviso oltre 1700 volte su Facebook e Twitter, ha causato la reazione di molti intellettuali spagnoli, tra cui il noto scrittore Arturo Pérez Reverte, che ha definito Assange “un perfetto idiota”.

Lo scorso 20 settembre, infine, in occasione dell’azione di polizia che ha smantellato l’organizzazione logistica del referendum, Russia Today ha titolato “il dittatore Francisco Franco torna vittorioso”, scatenando le ire del governo di Madrid.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato interamente alla politica internazionale.

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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