Iraq: Baghdad minaccia il Kurdistan

Pubblicato il 27 settembre 2017 alle 17:24 in Iraq Medio Oriente

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Il Primo Ministro Haider Al-Abadi ha concesso al Governo della regione del Kurdistan 72 ore per consegnare il controllo degli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyah a Baghdad. Se Erbil non esaudirà la richiesta, sarà costretta ad affrontare un embargo aereo internazionale.

Al-Abadi, inoltre, ha annunciato che, a partire dal prossimo venerdì, 29 settembre, i voli da e verso la regione del Kurdistan iracheno verranno sospesi. Il blocco rimarrà valido fino a quando i due aeroporti della regione verranno consegnati al governo centrale. Per tutta risposta, il presidente della regione del Kurdistan iracheno, Masoud Barzani, ha invitato “il governo al dialogo e a costruire buone relazioni di vicinato”.

Da parte sua, il ministro dei Trasporti della regione del Kurdistan iracheno, Mawlud Bawamurad, ha rifiutato la richiesta di Baghdad, sottolineando che gli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyah sono stati costruiti con le risorse della regione. Durante una conferenza stampa che si è tenuta mercoledì 27 settembre 2017, il ministro ha sottolineato che i due aeroporti svolgono un ruolo fondamentale nella lotta contro lo Stato Islamico e si è detto pronto al dialogo con Baghdad per risolvere la questione, nel caso in cui la posizione di Al-Abadi non sia dettata da una questione politica in risposta al referendum curdo.

Già alcuni giorni prima del referendum, Baghdad aveva chiesto ai Paesi della regione di interrompere i voli da e verso Erbil. Domenica 24 settembre 2017, l’Iran aveva risposto all’appello dell’Iraq, chiudendo le frontiere con il Paese e il proprio spazio aereo a tutti i voli da e verso la regione del Kurdistan.

Durante il suo discorso al Parlamento, inoltre, il Primo Ministro iracheno ha chiesto al Kurdistan di cancellare il referendum e i suoi risultati, imponendo la richiesta come una condizione necessaria per avviare un dialogo tra le parti.

Le minacce di Baghdad giungono dopo che, lunedì 25 settembre, nel Kurdistan iracheno si era tenuto un referendum sull’indipendenza della regione dall’Iraq. Nonostante i risultati ufficiali debbano ancora essere comunicati, si pensa che la vittoria sia stata ottenuta da coloro che hanno votato a favore dell’indipendenza. In ogni caso, il referendum non avrà un esito immediatamente operativo, ma indicherà le intenzioni e la volontà del popolo curdo sul futuro della propria regione.

La consultazione popolare si era svolta in un clima di tensione, a causa dell’opposizione del governo centrale iracheno, dell’Iran, della Turchia e degli Stati Uniti.

Da parte sua, martedì 26 settembre 2017, Teheran aveva inviato sistemi missilistici avanzati al confine con la regione del Kurdistan. Allo stesso tempo, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha minacciato di bloccare l’oleodotto che esporta il petrolio dalla regione del Kurdistan iracheno.

Sia in Iran sia in Turchia vive una minoranza curda e entrambi i Paesi temono che il referendum possa scatenare movimenti indipendentisti all’interno dei propri territori.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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