Crisi libica: Haftar in Italia

Pubblicato il 27 settembre 2017 alle 6:03 in Africa Libia

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Il generale Khalifa Haftar, capo della Libyan National Army e uomo forte del governo di Tobruk, ha incontrato alcuni funzionari italiani a Roma. Secondo quanto riferito da Al-Arabiya in lingua araba, si tratterebbe della prima visita ufficiale del generale in Italia.

In occasione del suo viaggio nella capitale italiana, martedì 26 settembre 2017, Haftar ha incontrato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, il capo dei Servizi Segreti, Alessandro Pansa, e alcuni capi dell’esercito italiano, per discutere gli ultimi sviluppi della crisi libica, con particolare riferimento alla questione della sicurezza, che comprende i temi dell’immigrazione illegale e i modi per tutelare le grandi aziende italiane che operano nella Libia orientale, in particolare il gruppo ENI.

Durante l’incontro con il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, le due parti hanno discusso i temi della “stabilizzazione della Libia, della lotta al terrorismo internazionale e del controllo dei flussi migratori”. In tale occasione, “il Ministro Pinotti ha ribadito il sostegno italiano alla strategia politica inclusiva dell’inviato dell’Onu, Ghassan Salamé, per dare un ulteriore impulso al dialogo politico libico ed ha auspicato che tutte le parti possano contribuire efficacemente a tale strategia, escludendo qualsiasi soluzione militare”. Il ministro italiano ha altresì aggiunto che “ogni iniziativa italiana di collaborazione si pone nel totale rispetto della sovranità della Libia, e in aderenza alle richieste libiche”.

Da parte sua, il generale Haftar “ha ricordato le sofferenze del popolo libico dopo sette anni di guerra e la necessità di una rapida soluzione che assicuri stabilità e unità della Libia”. Il generale ha anche “ringraziato il Ministro Pinotti per l’impegno italiano nel Paese nord-africano riconoscendone lo spirito collaborativo teso alla pacificazione della Libia”.

La visita di Haftar in Italia segue l’incontro con il ministro dell’Interno, Marco Minniti, che si era tenuto a Bengasi il 5 settembre 2017. Il meeting tra le due parti era mirato a trovare una soluzione alla crisi migratoria, dal momento che la Libia è il principale Paese nordafricano dal quale partono le imbarcazioni alla volta dell’Europa, e a discutere la situazione della crisi in Libia.

Secondo Al-Arabiya in lingua araba, gli osservatori internazionali ritengono che l’invito di Haftar da parte di Roma rappresenti un riconoscimento pubblico dell’importanza del ruolo di Haftar e della necessità di coinvolgerlo negli sforzi per raggiungere una soluzione politica in Libia, guidata dall’Italia. Si tratta, inoltre, di un tentativo di risollevare la situazione di stallo che ha dominato le relazioni tra le due parti, al fine di stabilire rapporti nuovi con le autorità della Libia orientale.

Recentemente, i rapporti tra Italia e il governo di Tobruk sono diventati molto complessi a causa della politica italiana in Libia, in particolare in seguito alla firma di un accordo tra Roma e il Governo di accordo nazionale libico, secondo il quale l’Italia avrebbe inviato nel Paese nordafricano una missione militare per sostenere la Guardia costiera libica. Per tutta risposta, il 2 agosto 2017, il governo di Tobruk aveva minacciato di bombardare le navi italiane presenti nelle acque territoriali libiche impegnate nelle attività di salvataggio dei migranti.

Il 26 luglio 2017, in occasione dell’incontro con il primo ministro italiano, Paolo Gentiloni, a Roma, il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA), Fayez Al-Sarraj, aveva chiesto all’Italia di assistere le autorità di Tripoli nella gestione dei flussi migratori illegali. Due giorni dopo, Gentiloni aveva adottato una risoluzione che prevedeva l’organizzazione di una missione di supporto per la Guardia Costiera libica, ratificata il 2 agosto dal Parlamento italiano. Tale mossa aveva provocato la reazione di numerosi attivisti libici vicini al governo di Tobruk, i quali consideravano la decisione italiana “una violazione della sovranità libica”. Allo stesso modo, il 30 luglio, il colonnello Ahmed Al-Mismari, portavoce dell’esercito nazionale libico legato al governo di Tobruk, aveva definito l’intervento dell’Italia in Libia come “un’ingerenza italiana nelle coste libiche”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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