Libia: al via la prima fase del Piano d’azione dell’ONU

Pubblicato il 26 settembre 2017 alle 18:04 in Africa Libia

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Martedì 26 settembre 2017, a Tunisi, prende il via la prima fase del Piano d’azione delle Nazioni Unite per la Libia. Essa prevede un incontro tra i due comitati di dialogo del Parlamento di Tobruk (HOR) e dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli.

Secondo quanto riferito in un comunicato della missione delle Nazioni Unite di sostegno alla Libia (Unsmil), le due fazioni proporranno all’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, una serie di modifiche all’accordo di Skhirat.

L’accordo era stato siglato il 17 dicembre 2015 nella città marocchina di Skhirat dai delegati del Congresso di Tripoli e della Camera di Tobruk per la creazione di un governo di accordo nazionale. Il patto mirava a trovare una soluzione politica alla crisi in Libia. La decisione di modificarlo era stata presa dalle parti libiche l’8 settembre 2017, in occasione della quarta riunione del Comitato di alto livello dell’Unione africana sulla Libia a Brazzaville.

Lo scorso 20 settembre 2017, durante un incontro ad alto livello che si era tenuto a margine della 72esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Salamé aveva presentato un piano d’azione per la Libia, che comprende una road map inclusiva e rappresentativa, condotta dalla Libia sotto la supervisione delle Nazioni Unite. Il piano, che durerà un anno, include altresì una serie limitata di emendamenti all’accordo di Skhirat, ai quali seguirà una conferenza nazionale che riunirà le varie fazioni. Inoltre, il Parlamento e l’Assemblea incaricata di elaborare la costituzione lavoreranno a stretto contatto per porre le basi legislative necessarie per indire un referendum costituzionale e le elezioni parlamentari e presidenziali, che dovranno svolgersi entro un anno.

La road map mira a porre fine alla crisi politica e di sicurezza che il Paese sta vivendo dal febbraio 2011. In questo senso, la proposta di emendamento dell’accordo di Skhirat includerebbe cambiamenti istituzionali mirati a creare le condizioni per l’organizzazione di elezioni nazionali. L’obiettivo è la stabilizzazione della Libia, dopo sei anni di conflitto e instabilità. Tra le modifiche da apportare all’accordo vi sono, in particolare, la riduzione del numero dei membri del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale (GNA), che da nove diventeranno tre, e la nomina di un nuovo governo di transizione. Salamé ha sottolineato che vi è un totale consenso da parte della Libia nei confronti della modifica del patto.

In occasione della riunione di Tunisi, l’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, ha sottolineato che l’accordo di Skhirat deve essere rinnovato per essere più compatibile con la fase attuale e per essere approvato da tutti i libici.

Durante la conferenza stampa che si è tenuta martedì 26 settembre 2017 a Tunisi, Salamé ha ribadito che i libici si sono stancati “della transizione verso la transizione” e ha dichiarato che sono stati introdotti alcuni emendamenti nell’accordo di Skhirat, che è in attesa di essere ratificato dal Parlamento, cosa che dovrebbe avvenire entro un mese.

Salamé ha sottolineato che la Libia si trova di fronte a una vera opportunità di uscire dallo stallo politico e ha aggiunto che il piano di pace, che durerà un anno, si concluderà con le elezioni parlamentari e presidenziali nel Paese. Inoltre, l’inviato dell’ONU ha sottolineato che, a livello internazionale, si percepisce un’atmosfera generale favorevole al raggiungimento di una soluzione politica in Libia e che vede negli emendamenti introdotti all’accordo di Skhirat una speranza per raggiungere questa soluzione.

Infine, l’inviato delle Nazioni Unite ha ribadito che l’accordo rimarrà in vigore nella sua forma attuale fino a quando verranno approvati gli emendamenti da parte del Parlamento e ha aggiunto che la stesura definitiva delle modifiche verrà completata entro una settimana circa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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