La Cina applica del tutto le sanzioni contro Pyongyang

Pubblicato il 25 settembre 2017 alle 8:58 in Asia Corea del Nord

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La Cina vieterà l’esportazione di alcuni prodotti di origine petrolifera alla Corea del Nord, così come le importazioni di prodotti tessili provenienti dalla Corea del Nord, per implementare completamente le disposizioni previste dalla risoluzione Onu 2375 approvata l’11 settembre dal Consiglio di Sicurezza, in seguito all’ultimo test atomico di Pyongyang, condotto il 3 settembre.

Il Ministero del Commercio di Pechino ha dichiarato in un comunicato che le esportazioni di prodotti raffinati dal petrolio verranno limitate fortemente a partire dal 1 ottobre, mentre quelle di gas naturale liquefatto e condensato verranno vietate, così come le importazioni di prodotti tessili provenienti dalla Corea del Nord, in linea con quanto previsto dalla risoluzione Onu.

La risoluzione 2375 approvata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l’11 settembre, prevede un bando totale delle esportazioni di gas naturali liquefatti e condensati e un limite massimo di 2 milioni di barili l’anno di prodotti raffinati dal petrolio e di greggio. Si è trattato di una risoluzione contenente disposizioni meno dure di quanto gli Stati Uniti avrebbero desiderato, frutto di un lungo negoziato diplomatico tra Washington, Mosca e Pechino. Gli Usa volevano un bando totale delle importazioni di petrolio e di ogni altra forma di commercio con la Corea del Nord. Cina e Russia ritenevano che tali misure avrebbero messo Pyongyang ancora più alle strette e l’avrebbero spinta a condurre azioni sconsiderate.

L’annuncio del Ministero del Commercio di Pechino è giunto in seguito a un nuovo picco di tensione tra Pyongyang e Washington iniziato con la minaccia di “annientare la Corea del Nord” pronunciata da Donald Trump durante il suo primo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu, il 19 settembre. Trump ha definito il leader nordcoreano Kim Jong-un “l’uomo dei missili” e “un folle” e il Ministro degli Esteri della Corea del Nord ha risposto definendo Trump il “presidente malvagio” e affermando che per Pyongyang un attacco missilistico agli Usa è ormai inevitabile. Alcuni lanciatori e fighters dell’aviazione degli Stati Uniti hanno sorvolato le acque internazionali poco distanti dalle coste della Corea del Nord, sabato 23 settembre, esasperando ulteriormente la tensione. Il giorno precedente Donald Trump ha emanato un ordine esecutivo per esasperare le sanzioni unilaterali contro Pyongyang.

La Cina e la Russia, sebbene abbiano sostenuto l’ultima risoluzione Onu, non credono che le sanzioni da sole possano aiutare a risolvere la questione della Corea del Nord e sono convinte che sia necessario tornare al dialogo con Pyongyang. La Russia, venerdì 22 settembre, ha chiesto di mantenere la calma dopo le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump all’Onu e il Ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, da New York ha chiesto alla sua controparte del Giappone di non chiudere la strada del dialogo con la Corea del Nord.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dal cinese e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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