Diamo la parola alla Corea del Nord: Gli Usa ci hanno dichiarato guerra

Pubblicato il 25 settembre 2017 alle 21:03 in Asia Corea del Nord

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Donald Trump ha dichiarato guerra alla Corea del Nord e Pyongyang ha il diritto di prendere contromisure. Una contromisura possibile è quella di abbattere i bombardieri strategici degli Stati Uniti che sorvolano l’aerea vicina alla penisola coreana, anche fuori dallo spazio aereo nordcoreano. Queste sono le dichiarazioni del Ministero degli Esteri di Pyongyang, rilasciate lunedì 25 settembre.

“Il mondo intero dovrà ricordarsi bene che sono stati gli Stati Uniti a dichiarare guerra al nostro paese per primi”, ha dichiarato il ministro Ri Yong Ho ai giornalisti presenti a New York. “Dato che gli Stati Uniti ci hanno dichiarato guerra, abbiamo ogni diritto di prendere contromisure, compresa quella di abbattere i bombardieri strategici statunitensi, anche mentre non sono all’interno dei confini del nostro spazio aereo”, ha affermato il capo della polizia di Pyongyang. Tutte le opzioni saranno disponibili sul tavolo del leader supremo, Kim Jong-un, secondo Ri Yong Ho, che ha rilasciato le dichiarazioni alla stampa prima di lasciare New York – dove ha partecipato alla Assemblea Generale delle Nazioni Unite – e rientrare in patria.

Le parole del Ministro degli Esteri nordcoreano fanno eco a quelle dell’amministrazione del presidente Donald Trump che spesso ha affermato di tenere “tutte le opzioni sul tavolo” per gestire la delicata situazione di tensione con la Corea del Nord, compresa l’opzione militare.

Da Pyongyang, un comunicato del Comitato Centrale del Partito Comunista riprende le parole del Ministro degli Esteri nell’affermare che le parole di Donald Trump alle Nazioni Unite rappresentano una dichiarazione di guerra aperta che impongono alla Corea del Nord di “proteggere il destino del paese e della sua popolazione”.

Donald Trump nel suo intervento davanti all’Assemblea Generale dell’Onu, il 19 settembre, ha definito Kim Jong-un un folle e affermato di essere pronto a distruggere Pyongyang se dovesse attaccare gli Usa o i loro alleati. Nei giorni seguenti, Trump ha predisposto un pacchetto di nuove sanzioni unilaterali contro Pyongyang e dopo l’intervento del Ministro degli Esteri nordcoreano all’Onu ha scritto su Twitter che “se le sue parole fanno eco ai pensieri del piccolo uomo dei missili, non rimarranno in giro per molto”. Il “piccolo uomo dei missili” (“little rocket man”) è l’epiteto che Trump ha usato per riferirsi al leader maximo della Corea del Nord, Kim Jong-un.

La Cina, con le parole del portavoce del Ministero degli Esteri, Lu Kang, ha ribadito il suo appello a Corea del Nord e Stati Uniti perché interrompano la spirale di minacce reciproche che continua a peggiorare la situazione di tensione già presente sulla penisola. Pechino è convinta che sia necessario riaprire il dialogo con Pyongyang e che le sanzioni approvate dalle Nazioni Unite con le ultime risoluzioni non possono essere sufficienti per risolvere la crisi attuale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.