Angela Merkel cancelliera per la quarta volta: le sfide

Pubblicato il 25 settembre 2017 alle 10:36 in Europa

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Angela Merkel è stata eletta cancelliere della Germania per la quarta volta. Con il 33% dei voti, l’Unione CDU/CSU, i partiti gemelli democristiani Unione Cristiano-Democratica in Germania e Unione Cristiano-Democratica in Baviera, proveranno a governare in un Bundestag dove è riuscito a entrare il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), che ha ottenuto 95 seggi, diventando la terza forza del Parlamento tedesco.

È la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale che un partito della destra radicale, anti-musulmani e contrario all’Unione Europea, riesce a ottenere abbastanza voti, poco meno del 13%, per entrare in Parlamento. Come spiega il New York Times, tale risultato non dovrebbe stupire, dal momento che i partiti populisti stanno aumentando i consensi in Europa e negli Stati Uniti. Tuttavia, l’ascesa di un partito i cui membri credono fermamente che la Germania dovrebbe essere fiera di ciò che è accaduto nella prima e nella seconda guerra mondiale è stata fonte di non poche perplessità.

Una delle prime sfide che la Merkel si trova ad affrontare è la perdita di voti della coalizione Unione CDU/CSU, che ha registrato un calo dell’8,6% rispetto alle elezioni del 2013. La cancelliera non ha altra scelta che cercare l’appoggio dei Verdi e Liberali, formando la cosiddetta “coalizione Giamaica”, nel tentativo di unire due forze che sono molto distanti su diverse questioni. Come scrive il vice direttore dell’ufficio di Berlino del German Marshall Fund of the United States, Sudha David-Wilp, in un articolo pubblicato su Foreign Affairs, la Merkel finirà senza dubbio sui libri di storia, venendo ricordata come il primo cancelliere donna, tra l’altro originario della Germani est, che è stato eletto ben quattro volte di seguito. Secondo Daivd-Wilp, dal momento che, presumibilmente, sarà il suo ultimo mandato, la Merkel deve pensare attentamente alla propria eredità, al di là della coalizione che governerà Berlino per i prossimi quattro anni.

All’estero la cancelliera è nota per la sua competenza e la sua fermezza. In Germania, da una parte gode di un saldo supporto e di grande ammirazione per la sua immagine globale, dall’altra è emerso un senso di disagio circa il futuro del Paese e circa l’abilità della Merkel di mantenere Berlino sulla retta via. Nel corso dei 12 anni di cancelleria, la leader tedesca ha evitato una guida visionaria, preferendo consolidare la posizione di centro, attraverso il rifiuto di istanze conservative su questioni come l’energia e la sicurezza. In questo modo, la Merkel ha perso il sostegno di molti membri del suo partito, alcuni dei quali si sono rivolti a destra, guardando di buon occhio le politiche anti-immigrazione portate avanti dal partito Alternativa per la Germania che, adesso, è entrato nel Bundestag. Di conseguenza, la Merkel dovrà cercare di aggiustare la propria immagine in Germania, gestendo al meglio quei cambiamenti strutturali che lei stessa ha contribuito a mettere in moto. Ad avviso di David-Wilp, se sarà capace di farlo nel lungo periodo, allora, la cancelliera sarà in grado di mantenere intatta la sua eredità politica.

In particolare, le politiche che hanno portato alla vittoria della cancelliera, ma che non sono piaciute allo strato conservativo dello CDU, sono tre. La prima è stata l’accelerazione del piano per la chiusura delle centrali nucleari tedesche; la seconda è stata l’entrata di un altissimo numero di richiedenti asilo in Germania; infine, la terza è stata l’abolizione della leva militare.

In seguito al disastro nucleare di Fukushima, nel 2011, la Merkel stabilì che, entro il 2022, la Germania avrebbe dovuto sospendere gradualmente le proprie attività nucleari, chiudendo tutte le 17 centrali presenti nel Paese. Tuttavia, questa decisione ha causato l’aumento dell’inquinamento, dovuto a una maggiore attività dei reattori in vista della chiusura.

Relativamente all’immigrazione, nel corso del 2016, la Germania ha speso circa 20 miliardi di dollari di euro per i rifugiati. Adesso, Berlino deve cercare di integrare quasi 1 milione di migranti all’interno della società tedesca, mettendo a disposizione corsi di lingua e di formazione professionale. Ciò dovrà essere fatto velocemente per evitare eventuali danni all’economia e agli investimenti tedeschi.

In materia di sicurezza, in seguito all’attacco terroristico del 19 dicembre 2016 e alla luce delle mire espansionistiche russe nell’est, la Germania si è resa conto che le proprie forze di sicurezza sono deboli e incapaci di gestire efficacemente le situazioni. Nel 2011, quando la Merkel decise di sospendere la leva militare obbligatoria, le minacce alla sicurezza sembravano lontane. Oggi, al contrario, il terrorismo e l’instabilità politica sono ormai diffusi, sia all’interno della Germania sia ai suoi confini.

In conclusione, secondo l’autore, anche se nel corso del quarto mandato la Merkel non potrà cambiare del tutto tali posizioni, potrà comunque introdurre aggiustamenti, migliorando la sicurezza del Paese, rilanciando la questione dell’energia, magari diminuendo le emissioni di carbonio, e rielaborando le politiche migratorie.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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