Il Regno Unito e il terrorismo

Pubblicato il 24 settembre 2017 alle 9:00 in Approfondimenti UK

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Dall’inizio del 2017, il Regno Unito è stato teatro di diversi attacchi terroristici che sono stati rivendicati dall’ISIS. Il 22 marzo, il 52enne inglese, Khalid Masood, ha falciato i pedoni a bordo di un’auto, lungo il Westminster Bridge, uccidendo 5 persone. La sera del 22 maggio, alla fine del concerto della pop-star americana Ariana Grande, il 22enne di origini libiche, Salman Abedi, si è fatto esplodere all’uscita della Manchester Arena, causando la morte di 22 persone, tra cui 12 bambini, e ferendone altre 64. Il 3 giugno, poco prima delle 10:10 di sera locali, un van si è scagliato contro i pedoni lungo il London Bridge per poi dirigersi verso il Borough Market, dove tre uomini sono scesi dal veicolo e hanno attaccato i passanti armati di coltelli. Complessivamente, sono morte 7 persone, mentre altre 48 sono rimaste ferite. L’ultimo attentato è stato quello del 15 settembre a Londra, dove si è verificata un’esplosione nella metro, all’altezza della fermata Parsons Green, nell’est della capitale inglese, intorno alle 8 locali. Sono state ferite 30 persone, molte delle quali hanno riportato bruciature al volto, tra cui un bambino di 10 anni. Il giorno seguente, l’ISIS ha rivendicato  l’attacco attraverso un comunicato pubblicato sull’agenzia di stampa ufficiale dei terroristi, Amaq, in cui viene spiegato che “l’azione di Londra è stata compiuta da un’unità affiliata allo Stato Islamico”.

Bandiera del Regno Unito. Fonte: Pixabay

Bandiera del Regno Unito. Fonte: Pixabay

Secondo quanto riportato dal governo americano, nel 2016 il Regno Unito non ha subito alcun attacco terroristico di matrice islamista. Nonostante ciò il Paese ha continuato a innalzare i livelli di sicurezza, sia al suo interno, sia all’estero attraverso l’attiva collaborazione con la coalizione internazionale a guida americana che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq. In tale ambito, il Regno Unito ha partecipato a numerosi bombardamenti e a diverse altre operazioni volte a contrastare le attività dei terroristi. Ad esempio, Londra ha elaborato un programma per assistere la coalizione, volto ad addestrare e a fornire equipaggiamento per prevenire e affrontare attacchi effettuati con materiale esplosivo IED, particolarmente utilizzato dall’ISIS. Il Regno Unito è altresì stato particolarmente attivo anche in Libia, per eliminare la presenza dei terroristi dell’ISIS. In seguito agli attentati in Francia, il 7 gennaio e il 13 novembre 2015, e in Belgio, il 22 marzo 2016, Londra ha rafforzato la collaborazione con i partner internazionali, cooperando strettamente con l’Unione Europea attraverso la condivisione di informazioni sui foreign fighters. Nell’ambito della politica interna, la premier Theresa May ha elaborato una strategia anti-terrorismo, facendo approvare al Parlamento inglese una legislazione per permettere al governo di innalzare i controlli attraverso la sorveglianza elettronica, al fine di monitorare più efficacemente tutte le attività dei sospettati terroristi. In particolare, nel novembre 2016, il Parlamento inglese ha adottato l’Investigatory Powers Act, l’aggiornamento più significativo introdotto nell’ambito delle leggi sulla sorveglianza in 15 anni.

Il Metropolitan Police Service (met) è l’organo nazionale incaricato di mettere in atto la legislazione anti-terrorismo. Il suo commando opera per contrastare la minaccia terroristica a livello locale, nazionale e internazionale, supportando il Counter Terrorism Network e il Senior National Coordinator of Counter Terrorism, gli altri due organi impegnati nella difesa del Regno Unito. La polizia metropolitana lavora altresì a stretto contatto con la polizia locale e l’MI5, la principale agenzia di intelligence inglese, conducendo attività di indagini, prevenzione e protezione. Grazie a tale collaborazione, sono state effettuate indagini a livello internazionale per innalzare la protezione dei confini, che hanno migliorato l’efficacia della risposta alle sfide. In linea con le risoluzioni 2178 e 2199 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il Regno Unito ha introdotto l’obbligo del passaporto elettronico per i propri cittadini, al fine di agevolare i controlli negli aeroporti e nei principali punti di entrata nel Paese. Dall’aprile 2016, le autorità di Londra hanno chiesto a tutti i cittadini di munirsi di passaporti elettronici per viaggiare negli USA. Tali documenti contengono codici di sicurezza che aiutano a risalire immediatamente alle attività di ogni persona per contrastare le attività fraudolente. Il Regno Unito ha anche introdotto sistemi di screening biometrici presso tutti gli aeroporti, e ha richiesto a tutte le compagnie internazionali di fornire dettagliatamente le informazioni relative ai viaggiatori, incoraggiando anche il Consiglio dell’UE ad approvare una direttiva nell’aprile 2016, riguardante l’uso del Passenger Name Records (PNR).

Le comunità di sicurezza del Regno Unito e gli Stati Uniti condividono diverse attività e informazioni per combattere il terrorismo. Diverse agenzie di intelligence inglesi e americane si scambiano continuamente collaboratori, al fine di migliorare la comunicazione e la coordinazione per rafforzare l’efficacia delle risposte congiunte.

Come è noto, da decenni il Regno Unito combatte contro il terrorismo nord-irlandese, che continua la battaglia indipendentista. Nell’Irlanda del Nord il Crime Operation Department si occupa di condurre indagini sul terrorismo, collaborando con l’MI5 e la An Garda Siochana, la polizia irlandese. Ad avviso delle forze di sicurezza locali, nel 2016, sono aumentate le operazioni di ricerca e confisca di armi e materiale esplosivo in possesso degli indipendentisti nordirlandesi, mentre sono diminuiti gli incidenti contro gli agenti e gli ufficiali locali. Si sono verificati soltanto due attentati. Il primo nel marzo 2016, in cui il poliziotto Adrian Ismay è morto per via delle ferite riportate dall’esplosione di un ordigno che era stato posizionato sotto al suo veicolo. L’attacco è stato rivendicato dalla New IRA. Nel mese di agosto, invece, le forze di sicurezza hanno arrestato il 20enne Ciaran Maxwell, appartenente ai paramilitari repubblicani dissidenti, grazie al quale sono state scoperte e confiscate ingenti quantità di equipaggiamento militare utilizzato dai terroristi.

In materia di contrasto al finanziamento del terrorismo, il Regno Unito è un membro della Fiancial Action Task Force (FATF), e ricopre lo status di osservatore in diversi altri organi regionali, tra cui l’Eastern and Southern Africa Anti-Money Laundering Group, il Caribbean Financial Action Task Force, l’Asia Pacific Group on Money Laundering e il Middle East and North Africa Financial Action Task Force. L’unità di intelligence finanziaria inglese, parte della National Crime Agency, fa parte dell’Edgmont Group, mentre Londra è un membro del Defeat-ISIS Coalition’s Counterterrorism Finance Working Group. Nell’ottobre 2016, è stata approvata una legislazione anti-finanziamento del terrorismo attraverso il Charities and Social Investment Bill, per permettere alla Charity Commission di effettuare controlli più profondi ed efficaci sulle attività terroristiche. Dal 2011, il Regno Unito ha processato 62 individui in base alle sezioni 15 e 19 del Terrorism Act 2000, relativo al finanziamento del terrorismo. Le autorità inglesi hanno il potere di congelare gli asset dei sospettati, in linea con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 1373 e 2178, e al regime di sanzioni contro al-Qaeda e l’ISIS.

Per quanto riguarda il contrasto all’estremismo violento, il Regno Unito è molto attivo sia a livello nazionale, sia a livello internazionale. Grazie alla promozione dei propri programmi CVE, volti a combattere tale fenomeno, Londra ha contribuito a individuare casi di persone a rischio di radicalizzazione, intervenendo per evitare che partissero per il Medio Oriente come foreign fighters. Per di più, il Regno Unito ha lanciato una campagna internazionale e nazionale per contrastare la diffusione del messaggio estremista, attraverso le sue unità di ricerca, informazione e comunicazione.

Infine, nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, oltre ad essere un membro attivo della coalizione a guida americana che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq, il Regno Unito ha stabilito un centro anti-terrorismo a Bruxelles, in modo da accrescere la collaborazione bilaterale con le autorità del Belgio, e assiste la Nigeria nella lotta contro i jihadisti di Boko Haram.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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