Siria: Israele contro Hezbollah

Pubblicato il 23 settembre 2017 alle 9:02 in Israele Siria

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Israele ha bombardato un deposito di armi appartenente a Hezbollah situato nei pressi dell’aeroporto internazionale di Damasco.

Esplosione. Fonte: Wikimedia Commons.

Esplosione. Fonte: Wikimedia Commons.

Il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha riferito che, nella notte tra giovedì 21 e venerdì 22 settembre 2017, “gli aerei da guerra israeliani hanno lanciato alcuni missili contro un deposito di armi, che apparteneva a Hezbollah, nei pressi dell’aeroporto”.

Non è la prima volta che Israele compie raid aerei in Siria. L’ultimo attacco israeliano risale al 7 settembre 2017, quando un aereo da guerra israeliano aveva bombardato una postazione militare siriana nei pressi della città di Musyaf, nel governatorato di Hama, causando la morte di due soldati. In tale occasione, i media israeliani avevano riferito che l’obiettivo sarebbe stato un sito iraniano per la produzione di missili in favore di Hezbollah.

Israele, infatti, accusa l’Iran di aver costruito fabbriche per la produzione di missili sia in Siria sia in Libano. Il 25 giugno 2017, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva avvertito l’Iran sulle conseguenze cui sarebbe andato incontro nel caso in cui avesse proseguito nello stabilire in Libano industrie per la produzione di armi, a vantaggio di Hezbollah, sottolineando che Israele avrebbe risposto con la forza ad ogni attacco contro il proprio territorio e contro i suoi cittadini.

Gli attacchi israeliani nel territorio siriano si sono intensificati nell’ultimo periodo, dal momento che Israele teme l’estensione dell’influenza iraniana in Siria. Il 28 agosto 2017, in occasione di un incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, a Tel Aviv, Netanyahu aveva affermato che Teheran starebbe trasformando la Siria in una fortezza miliare e che ciò farebbe parte di un più ampio piano iraniano mirato a cancellare Israele. Gli ufficiali della sicurezza israeliana, inoltre, temono che Teheran possa utilizzare la zona occidentale dell’Iraq e quella orientale della Siria come un “ponte” per unire l’Iran al Libano, permettendo il transito di combattenti e di armi tra i due Paesi.

Dal canto suo, l’Iran appoggia le milizie sciite in Siria, Yemen e Libano. Sostenendo le milizie di Hezbollah, che combattono in Siria a fianco di Al-Assad, l’Iran contribuisce a potenziarne le capacità militari, estendendo in tal modo il suo fronte con Israele dal sud del Libano alle alture del Golan.

Negli ultimi mesi, il timore di Israele è aumentato, a causa dell’intensificarsi degli scontri delle milizie sciite siriane e libanesi vicino ai propri confini. Per questo motivo, Tel Aviv starebbe rafforzando la propria opposizione nei confronti dell’Iran. Proprio in quest’ottica, il 5 settembre 2017, le forze di difesa israeliane avevano intrapreso le proprie manovre militari nelle aree situate al confine con Siria e Libano, al fine di rendere Israele militarmente pronto ad affrontare una guerra su ampia scala.

Da parte sua, anche l’Iran si è espresso contro le manovre israeliane. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Fars News Agency, il 18 settembre 2017, il capo dell’esercito iraniano, il maggiore generale Abdolrahim Mousavi, aveva affermato che “se il regime sionista compirà un passo falso, Haifa e Tel Aviv verranno rase al suolo”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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