Immigrazione: accordi tra il governo di Tripoli e le milizie armate

Pubblicato il 23 settembre 2017 alle 6:01 in Immigrazione Libia

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La milizia libica Anas al-Dabbashi, nota per essere attiva nell’ambito del traffico di migranti, sta scendendo a patti con il Governo di Accordo Nazionale (GNA) per essere assorbita all’interno della polizia e dell’esercito di Tripoli.

Secondo quanto riportato da The New Arab, nel corso dell’estate passata, Anas al-Dabbashi avrebbe stretto un patto con il Governo di Accordo Nazionale per contrastare il traffico di migranti verso l’Europa. Il compito della milizia sarebbe quello di impedire alle imbarcazioni di salpare verso l’Italia e gli altri Paesi europei. In cambio, il governo di Tripoli, oltre a concedere l’amnistia per le attività criminali del gruppo legate al traffico di esseri umani, avrebbe promesso di inserire i suoi combattenti tra le fila del proprio esercito e del proprio corpo di polizia.

Il leader libico del GNA, Faye Serraj. Fonte: Libyan Express

Il leader libico del GNA, Faye Serraj. Fonte: Libyan Express

Tali notizie sono state riferite da un membro di Anas al-Dabbashi, Mohamed, il quale ha spiegato: “Il Governo di Accordo Nazionale ci ha detto che se non avessimo accettato di collaborare, entrando a far parte del suo esercito, ci avrebbe dato la caccia per fermare i nostri traffici”.

Ciò dimostra che le autorità di Tripoli da sole non sono in grado di controllare il territorio nazionale, ma devono ricorrere all’appoggio delle milizie armate. Dall’altra parte, tali gruppi sfruttano questo fatto per dimostrare di essere gli unici in grado di fornire un servizio di monitoraggio e di contrasto efficace.

The New Arab riferisce che, grazie alla collaborazione tra la Guardia Costiera libica e le milizie armate, gli arrivi in Italia nel mese di luglio sono calati dell’80%, facendo giungere sulle nostre coste 3,914 migranti. Una diminuzione netta rispetto ai 11,459 arrivati a giugno. Il quotidiano riporta inoltre che sono emerse indiscrezioni secondo cui i servizi segreti italiani avrebbero fornito 5 milioni di euro a Anas al-Dabbashi per fermare le navi cariche di migranti. Tale informazione, tuttavia, è stata negata sia da Mohamed, sia dall’Italia.

Dal febbraio 2017, Roma ha concluso una serie di accordi con il Governo di Accordo Nazionale in materia di immigrazione. L’ultima iniziativa italiana è stata proposta dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, il 15 settembre, in occasione della riunione del Comitato Misto Italo-Libico. L’Italia ha reso noto che organizzerà una missione presso i confini meridionali della Libia per creare una base logistica per gli agenti che controllano le frontiere e di facilitare la presenza delle organizzazioni dell’Onu.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile. Attualmente, in Libia sono presenti due governi rivali, uno a Tobruk e l’altro a Tripoli, sostenuto dall’Onu e guidato dal primo ministro Fayez Serraj. Entrambi si rifiutano di riconoscere l’autorità dell’altro. Questa situazione di instabilità ha reso il Paese nordafricano un terreno fertile al traffico degli esseri umani, dove i migranti sono soggetti ad abusi continui e, spesso, vengono costretti in centri di detenzione per mesi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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