Catalogna: Madrid teme dichiarazione d’indipendenza unilaterale

Pubblicato il 23 settembre 2017 alle 8:07 in Europa Spagna

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Rimane alta la tensione a Barcellona dopo i blitz della Guardia Civil e della polizia nazionale che hanno smantellato la rete legata al vicepresidente catalano Junqueras deputata a organizzare il referendum indipendentista del 1 ottobre.

Il leader di Ciudadanos Albert Rivera. Fonte: 20m

Il leader di Ciudadanos Albert Rivera. Fonte: 20m

Smantellata la rete logistica per l’organizzazione del referendum indipendentista del 1 ottobre, non bisogna sottostimare il rischio di una dichiarazione d’indipendenza unilaterale. Albert Rivera, leader di Ciudadanos, il partito liberale che con i suoi 32 seggi garantisce la maggioranza al governo Rajoy e unico catalano alla guida di un partito politico di portata nazionale, lancia l’allarme. “Non dobbiamo commettere l’errore di ignorare la volontà di Puigdemont di portare fino in fondo i propri progetti indipendentisti” – ha affermato Rivera.

Il leader centrista è convinto che il referendum fosse “una scusa” e che l’obiettivo fosse fin dall’inizio la dichiarazione d’indipendenza unilaterale. Rivera ha assicurato di aver espresso questa sua preoccupazione tanto al premier Rajoy come al segretario generale socialista Pedro Sánchez. “Esistono meccanismi, nello stato di diritto, che possono essere utilizzati per impedire che questo accada – ha sottolineato Rivera – ma bisogna agire con molta attenzione”.

A Barcellona, intanto, si rompe la catena di comando dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana. Molti agenti, di fronte all’attitudine passiva dei comandanti, hanno deciso in autonomia di collaborare con la polizia nazionale e con la Guardia Civil, nell’opera di smantellamento della rete organizzativa del referendum indipendentista. La passività dei Mossos era stata criticata dal Ministero dell’Interno, da cui dipendono, che ha annunciato di studiare la sositituzione temporanea della polizia regionale con quella nazionale.

La Guardia Civil ha reso noto che sta ricevendo “un valido aiuto” da parte dei Mossos d’Esquadra. I dati consegnati dagli agenti catalani alla Guardia Civil sono stati utili, secondo il comunicato, ad identificare i locali utilizzati dal governo autonomico per l’organizzazione del referendum. Questi agenti starebbero collaborando ormai da molti mesi con le autorità giudiziarie, per non vulnerare il dettame della Corte Costituzionale.

Secondo fonti interne ai Mossos d’Esquadra, il comando starebbe cercando di identificare gli agenti in questione, che avrebbero comunicato alle autorità giudiziarie e alle forze di sicurezza spagnole, negli anni scorsi, i dati delle inchieste riguardanti la corruzione della famiglia Pujol.

La famiglia di Jordi Pujol, ex presidente della Generalitat de Catalunya (1980-2003), è infatti coinvolta in numerosi scandali legati a finanziamenti illeciti, corruzione e occultamento di fondi pubblici in conti bancari segreti nel vicino Principato di Andorra. La corruzione della famiglia Pujol è stata a lungo considerata dai nazionalisti catalani come un attacco della magistratura spagnola al padre nobile dell’autonomismo catalano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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