Attentato alla metro di Londra: arrestato il sesto sospettato

Pubblicato il 21 settembre 2017 alle 11:48 in Europa

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Ammontano a 6 gli individui trattenuti dalla polizia sospettati di essere legati all’esplosione nella metro di Londra del 15 settembre.

L’ultimo, un 17enne, è stato fermato la notte tra il 20 e il 21 settembre, a Dover. La sera di martedì 19 settembre, invece, un 25enne è stato arrestato a Newport, mentre nella notte altri due uomini, dell’età di 48 e 30 anni, sono stati fermati in Galles. La polizia sta ispezionando le abitazioni di tutti e tre i sospettati.

Il 16 settembre, è stato trattenuto un 18enne iracheno nell’area del porto di Dover che, dalle indagini, è emerso fosse stato arrestato due settimane prima dell’incidente, proprio nell’esatta stazione metropolitana dove è avvenuta l’esplosione. Le autorità non hanno ancora rivelato l’identità del ragazzo. La sera dello stesso giorno, poco prima della mezzanotte, le forze di sicurezza hanno arrestato un 21enne a Houslow. Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese, The Daily Mail, si tratta di Yahya Farouk, arrivato in Inghilterra nel 2013. Entrambi i giovani erano stati accolti da una coppia di anziani inglesi. La famiglia di Farouk, che attualmente vive in Egitto, ha riferito ai media che “Yahya è innocente, ama l’Inghilterra, non farebbe del male a nessuno”.

La mattina del 15 settembre, intorno alle 8 locali, si è verificata un’esplosione nella metro di Londra, all’altezza della fermata Parsons Green, nell’est della capitale inglese. Sono state ferite 30 persone, molte delle quali hanno riportato bruciature al volto, tra cui un bambino di 10 anni.

Metropolitana di Londra. Fonte: Wikimedia Commons

Metropolitana di Londra. Fonte: Wikimedia Commons

Le autorità inglesi hanno definito l’incidente un “atto di terrorismo”. Alcune immagini inviate ai media dai testimoni hanno mostrato un contenitore bianco infuocato avvolto dentro una busta di plastica di un supermercato, che sembrava essere un ordigno artigianale. Le analisi effettuate dalla polizia hanno rivelato che se la bomba fosse scoppiata completamente, avrebbe potuto uccidere decine di persone. L’esplosione incompleta, invece, ha creato un “muro di fuoco” che ha soltato ferito i passeggeri del vagone.

Subito dopo l’attacco, il primo ministro inglese, Theresa May, ha indetto un meeting speciale di emergenza per analizzare l’accaduto. “I miei pensieri vanno ai feriti di Parsons Green e ai servizi di soccorso che, ancora una volta, hanno reagito prontamente a un sospetto attacco terroristico”, aveva riferito la May.

Il giorno seguente all’attentato, l’ISIS ha rivendicato l’attacco attraverso un comunicato pubblicato sull’agenzia di stampa ufficiale dei terroristi, Amaq, in cui viene spiegato che “l’azione di Londra è stata compiuta da un’unità affiliata allo Stato Islamico”.

Dall’inizio del 2017, l’Inghilterra è stato teatro di diversi attacchi terroristici che sono stati rivendicati dall’ISIS. Il 22 marzo, un cittadino inglese ha falciato i pedoni a bordo di un’auto, lungo il Westminster Bridge, uccidendo 5 persone. La sera del 22 maggio, alla fine del concerto della pop-star americana Ariana Grande, il 22enne di origini libiche, Salman Abedi, si è fatto esplodere all’uscita della Manchester Arena, uccidendo 22 persone, tra cui 12 bambini, e ferendone altre 64. Il 3 giugno, poco prima delle 10:10 di sera locali, un van si è scagliato contro i pedoni lungo il London Bridge per poi dirigersi verso il Borough Market, dove tre uomini sono scesi dal veicolo e hanno attaccato i passanti armati di coltelli. Complessivamente, sono morte 7 persone, mentre altre 48 sono rimaste ferite.

Sofia Cecinini

di Redazione

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