Alfano all’Onu: Italia sempre più impegnata in Libia

Pubblicato il 21 settembre 2017 alle 6:01 in Europa Immigrazione

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Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, in occasione della 72esima riunione dell’Assemblea Generale dell’Onu a New York, ha incontrato due funzionari libici.

Martedì 19 settembre, Alfano ha colloquiato con l’omologo libico, Mohamed Siyala, affrontando la questione della gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo centrarle. A tale riguardo, il ministro italiano ha spiegato che l’Italia ha adottato un approccio globale, il quale “mira a combinare virtuosamente sicurezza e sviluppo economico”, e che Roma sta tenendo sotto controllo la situazione nei centri di detenzione libici, al fine di intervenire per migliorare la condizione dei migranti. Dall’altra parte, Siyala ha lodato l’impegno italiano.

Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. Fonte: Flickr.

Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. Fonte: Flickr.

Qualche ora dopo, Alfano ha intrattenuto una conversazione con l’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salame’. I due si erano incontrati per la prima volta l’8 agosto, alla Farnesina, e si erano sentiti telefonicamente il 12 settembre per discutere sulla questione della Libia. A New York, Alfano ha rinnovato l’impegno dell’Italia verso le iniziative proposte da Salame’ per cercare di unificare il panorama politico libico. Come si legge in un comunicato ufficiale della Farnesina, il ministro degli Affari Esteri ha riferito: “Il rilancio di un processo politico inclusivo è l’unico modo per condurre un giorno il Paese verso le auspicate elezioni. in questo senso eventuali accelerazioni rischierebbero di essere controproducenti”. Infine, Alfano ha ribadito che l’Italia aumenterà i propri sforzi per migliorare la condizione delle comunità libiche, lottando per il rispetto dei diritti umani all’interno del Paese nordafricano.

Come è noto, in Libia esistono due governi rivali. Il Governo di Accordo Nazionale (GNA), insediato a Tripoli, è guidato dal premier Fayez Serraj ed è sostenuto dall’Onu. L’altro governo ha sede a Tobruk, e gode dell’appoggio di Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Il 26 settembre è previsto l’inizio dei colloqui per rivedere l’accordo di Skhirat, firmato il 17 dicembre 2015, che portò alla creazione del Governo di Accordo Nazionale, che avrebbe dovuto unificare il potere politico libico sotto un’unica guida.

Sofia Cecinini

di Redazione

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