Le autorità afghane vorrebbero addestrare e armare 20,000 civili

Pubblicato il 20 settembre 2017 alle 6:01 in Afghanistan Asia

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Le autorità afghane stanno valutando la possibilità di addestrare e armare 20,000 civili per aumentare le operazioni contro i talebani e l’ISIS.

Forze Nato in Afghanistan, Fonte: US Defence Department

Forze Nato in Afghanistan, Fonte: US Defence Department

Nonostante l’impegno delle forze di sicurezza afghane e il supporto delle truppe della NATO, l’Afghanistan continua a essere caratterizzato da una profonda instabilità, causata dai continui attacchi dei talebani, i quali cercano di ottenere il controllo del Paese. Dal 2015, l’Afghanistan è minacciato anche dalle attività della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, che compie attacchi sistematici contro le comunità locali sciite. Ad agosto, le forze di sicurezza afghane hanno reso noto che, a loro avviso, i talebani e i militanti dell’ISIS stanno compiendo una serie di operazioni congiunte volte a colpire i soldati afghani e stranieri. Sembra infatti che l’attentato, avvenuto il 6 agosto nella provincia settentrionale di Sar-e Pul, in cui sono rimasti uccisi 50 civili, sia stata opera dei talebani, in collaborazione con altri militanti afghani affiliati all’ISIS.

Dal momento che la situazione sta diventando sempre più insostenibile, il governo di Kabul sta valutando l’opzione di armare i civili, in modo da innalzare i livelli di sicurezza in tutto il territorio nazionale. L’idea è che, grazie all’addestramento, i residenti armati siano in grado di difendere le proprie comunità dai talebani e dall’ISIS. Tuttavia, alcuni analisti credono che tale mossa possa essere rischiosa, poiché le armi potrebbero finire nelle mani dei militanti, oppure molti gruppi di civili potrebbero decidere di allearsi con altre milizie locali.

Secondo quanto riportato da fonti ufficiali afghane e americane, i nuovi combattenti verrebbero guidati dall’esercito di Kabul, e verrebbero preparati dalla polizia afghana. Il portavoce del Ministero della Difesa afghana, Dawlat Waziri ha spiegato che “i residenti reclutati saranno una risorsa chiave, in quanto conoscono bene le proprie aree e sanno come muoversi al loro interno”. La NATO ha confermato la proposta del governo afghano, mentre un ufficiale americano ha riferito che l’iniziativa “è in fase di preparazione”.

Attualmente, a Kabul sono presenti 330,000 soldati dell’Afghan National Security and Defence Forces, impegnati nella lotta contro i militanti armati. Nonostante gli sforzi, le vittime civili, soprattutto nel corso degli ultimi mesi, sono aumentate. Secondo le stime delle Nazioni Unite, nei primi sei mesi del 2017, 1,662 civili sono morti, mentre altri 3,851 sono stati feriti.

Sofia Cecinini

di Redazione

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